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Ricercatori italiani svelano che anche i cani possono essere mancini: come capire se anche il tuo lo è

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Pubblicato il 16/06/2026
Di Team Digital
Ricercatori italiani svelano che anche i cani possono essere mancini come capire se anche il tuo lo


i cani hanno una mano (o meglio, una zampa) preferita. E non si tratta di una semplice curiosità, ma di una scoperta scientifica che potrebbe rivoluzionare il modo in cui interagiamo con i nostri amici a quattro zampe. Un team di ricercatori italiani ha sviluppato un protocollo innovativo per misurare la lateralizzazione motoria e cognitiva dei cani, dimostrando che anche loro possono essere destrorsi o mancini. Ecco come funziona.


Doginburgh Inventory: il test che svela se il tuo cane è mancino


Fino a oggi, la comunità scientifica si limitava a una semplice distinzione tra cani destrorsi e mancini, basata su osservazioni empiriche come il modo in cui giocano con il cibo. Ma il professor Marcello Siniscalchi e il suo team del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari hanno fatto un passo avanti. Hanno creato il Doginburgh Inventory, un protocollo diagnostico che combina quattro test fisici per determinare con precisione la lateralizzazione di ogni cane.


Il campione dello studio includeva 47 cani in perfetta salute, di età compresa tra 1 e 10 anni, suddivisi tra maschi e femmine. I test si concentrano su due aspetti principali: la manipolazione (come l’interazione con un Kong riempito di cibo o il raggiungimento di una ricompensa nascosta) e la deambulazione (il primo passo su una rampa di scale o su una piattaforma di transizione).


Cinque categorie di lateralizzazione: perché è una scoperta rivoluzionaria


La vera novità del Doginburgh Inventory non è solo la capacità di distinguere tra destri e mancini, ma di classificare i cani in cinque categorie di lateralizzazione motoria. Questa mappatura dettagliata non è un semplice esercizio accademico: la preferenza nell’uso degli arti è strettamente legata alle funzioni cognitive, alla reattività comportamentale e alla risposta allo stress.


Conoscere l’emisfero dominante del cane può avere applicazioni pratiche importanti. Ad esempio, può aiutare a ottimizzare i percorsi educativi, migliorare il benessere animale e perfezionare l’addestramento dei cani da lavoro, come quelli da salvataggio o da guida. Insomma, una scoperta che potrebbe cambiare il modo in cui addestriamo e comprendiamo i nostri amici a quattro zampe.


Lateralizzazione canina: un ponte tra scienza e vita quotidiana


Lo studio dell’Università di Bari non si limita a una mera classificazione scientifica. I risultati aprono nuove prospettive per chi vive con un cane, offrendo strumenti concreti per migliorare la convivenza. Ad esempio, sapere se il proprio cane è mancino o destrorso potrebbe influenzare il modo in cui si struttura il suo addestramento o si gestiscono situazioni di stress.


E non è tutto: la lateralizzazione è un fenomeno che accomuna molte specie, compresa quella umana. Studi simili potrebbero aiutare a comprendere meglio i meccanismi cerebrali che regolano le preferenze motorie, sia negli animali che nelle persone.


Foto: iStock.


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10 Giu 2020 - 12:57
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