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L’ansia delle notifiche: come i social media rubano il sonno ai bambini, la ricerca

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Pubblicato il 28/09/2022
Di Team Digital
L’ansia delle notifiche: come i social media rubano il sonno ai bambini, la ricerca


Un acronimo inglese ha iniziato a circolare su diversi media ed è entrato nei discorsi delle persone. Stiamo parlando della FOMO, ovvero la Fear Of Missing Out, che possiamo tradurre come la paura di essere esclusi o di perdersi qualcosa di importante. Il problema sorge quando quest’ansia da prestazione è amplificata dai social media, i quali mostrano una realtà distorta di persone impegnate a fare mille attività e, soprattutto, a divertirsi sempre.


La paura di essere esclusi e l’uso amplificato dei social media


Una ricerca ha constatato come questa paura e queste ansie spingano soprattutto i bambini, le bambine e i/le più giovani a stare costantemente sui social media per controllare ciò che fanno gli altri e per pubblicare loro stessi/e dei contenuti.


Non solo, ha determinato che questo comportamento ruba in media da un’ora fino a 4 ore di sonno ai bambini e alle bambine.


La ricerca è stata svolta dalla De Montfort University Leicester, nel Regno Unito, ed ha rilevato come bambini e bambine dell’età di dieci anni perdano in media circa una notte di sonno a settimana rimanendo svegli per utilizzare i social media.


Il timore di essere estromessi, che è amplificato dai social media, sta influenzando direttamente il sonno dei più piccoli, che vogliono sapere cosa stanno facendo i loro amici. Se non sei online quando sta succedendo qualcosa, significa che non stai prendendo parte a quella cosa. Si cade in un circolo vizioso: chi è ansioso va ancora più sui social media, il che lo rende più ansioso ancora, con un impatto negativo sul sonno“. ha spiegato il dottor John Shaw, a capo del gruppo di ricerca, durante un intervento al British Science Festival.


Il problema delle notifiche e il bisogno di controllarle


A seguito di questa ricerca si è constatato come il 12,5% dei bambini e delle bambine si sveglia volontariamente per controllare le notifiche sullo smartphone e va a dormire più tardi per stare sui social. La conseguenza di questi comportamenti è la perdita di sonno, con una media 8,7 ore dormite ogni notte, meno delle 9-12 ore raccomandate per quella fascia di età dai Centers for Disease Control and Prevention.


È ormai noto come la luce blu degli smartphone influisce negativamente sulla fase dell’addormentamento, nei bambini e nelle bambine ancor di più.


È importante stabilire delle abitudini del sonno. Chiudo il telefono un’ora prima di andare a dormire. Se devo continuare, uso il filtro per la luce blu“. Il dottor Shaw ha chiesto ai genitori di dare l’esempio per far sì che i loro figli e le loro figlie non utilizzino gli smartphone e i social media in maniera così assidua. “Va più che bene direi ai piccoli di non usare il telefono. Ma se glielo dici mentre sei col telefono in mano, su qualche social, è evidente che le parole conteranno ben poco“.


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Foto: Kinga Cichewicz Unsplash


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