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Queen, cosa rende Bohemian Rhapsody così difficile da suonare anche per Brian May dopo 50 anni?

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Pubblicato il 29/10/2026
Di Team Digital
Queen cosa rende Bohemian Rhapsody cos difficile da suonare anche per Brian May dopo 50 anni


Ci sono canzoni che un musicista potrebbe suonare quasi a occhi chiusi dopo averle eseguite per decenni. E poi c’è “Bohemian Rhapsody”. Nonostante sia passato mezzo secolo dalla sua pubblicazione, per Brian May il capolavoro dei Queen continua a richiedere una concentrazione particolare ogni volta che arriva il momento di eseguirlo dal vivo.


A raccontarlo è GuitarPlayer, che ha ripreso alcune recenti dichiarazioni del chitarrista. May ha spiegato che, nonostante tutti questi anni, “Bohemian Rhapsody” non è mai diventata una canzone semplice da suonare. La sua struttura è talmente articolata che richiede ancora oggi grande attenzione, anche a chi ha contribuito a crearla.




Brian May: perché “Bohemian Rhapsody” è ancora difficile da suonare


Il motivo si capisce facilmente ripensando alla costruzione del brano. In quasi sei minuti Freddie Mercury riuscì a mettere insieme sezioni completamente diverse tra loro, passando dalla ballata al rock fino alla celebre parte operistica.


Brian May assistette alla nascita della canzone e, proprio osservando Mercury svilupparla, iniziò a immaginare quale spazio potesse avere la chitarra. Anche il suo celebre assolo nacque così: non come semplice passaggio strumentale, ma quasi come se la Red Special dovesse prendere il posto di una voce e aggiungere un’altra strofa al racconto.


Il risultato è diventato uno dei momenti più riconoscibili dell’intero repertorio dei Queen. Questo, però, non significa che per May sia diventato semplice da riprodurre. Al contrario, il chitarrista continua a considerare “Bohemian Rhapsody” un brano capace di metterlo alla prova anche dopo decenni di esecuzioni.


“Bohemian Rhapsody” e l’influenza dei Beatles sui Queen


C’è poi un altro dettaglio interessante raccontato da Brian May: dietro alcune delle scelte più ambiziose dei Queen c’era anche l’influenza dei Beatles.


In particolare, secondo quanto riportato da GuitarPlayer, May ha ricordato l’impatto che ebbe su di loro “Because”, pubblicata dai Beatles in “Abbey Road”. Le armonie vocali stratificate di John Lennon, Paul McCartney e George Harrison mostrarono ai Queen quanto fosse possibile spingersi oltre lavorando in studio sulle sovraincisioni.


Da quella lezione i Queen svilupparono ulteriormente il concetto, moltiplicando le voci fino a creare quell’effetto corale enorme che sarebbe diventato uno dei marchi di fabbrica di “Bohemian Rhapsody”.


Il capolavoro dei Queen continua a mettere alla prova Brian May


Forse è proprio questo l’aspetto più sorprendente del racconto di Brian May. Dopo cinquant’anni, una delle canzoni più celebri della storia del rock continua a non concedere nulla nemmeno a chi ha contribuito a crearla.


“Bohemian Rhapsody” è entrata da tempo nella storia della musica, ma per il chitarrista dei Queen rimane ancora oggi un brano da affrontare con la massima attenzione. E probabilmente è anche questo uno dei motivi per cui, a distanza di mezzo secolo, continua a sembrare così diversa da qualsiasi altra canzone.


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