Le turbine eoliche offshore non sono solo infrastrutture per la produzione di energia rinnovabile. In alcuni contesti, stanno modificando anche le condizioni del fondale marino, con effetti ambientali che vanno oltre la funzione energetica.
Turbine offshore e biodiversità: cosa dicono gli studi
Nel mare del Nord, nelle aree interessate dal progetto OranjeWind, il fondale era tradizionalmente uniforme e povero di strutture naturali. Le fondamenta delle turbine hanno introdotto elementi solidi e irregolari che hanno cambiato la morfologia del fondale. Queste strutture interrompono la continuità dei sedimenti e creano nuove superfici su cui possono insediarsi organismi marini.
Il risultato è la formazione di microhabitat. Prima colonizzano batteri e alghe, poi arrivano molluschi, crostacei e pesci. Nel tempo, il fondale diventa più stabile e diversificato, con effetti potenzialmente positivi sulla biodiversità locale e sulla qualità dell’acqua.
Questo non significa che l’eolico offshore sia privo di impatti ambientali o che rappresenti una soluzione ecologica totale. La presenza delle turbine può influenzare correnti, fauna marina e attività umane. Tuttavia, il caso del mare del Nord mostra come le infrastrutture energetiche possano essere progettate considerando anche le dinamiche degli ecosistemi.
L’aspetto più rilevante è proprio questo: l’energia rinnovabile non riguarda solo la riduzione delle emissioni, ma anche il modo in cui le opere vengono integrate nell’ambiente. L’eolico offshore, se pianificato con criteri ecologici, può contribuire a trasformare aree marine degradate in spazi più complessi e funzionali.
A confermare il ruolo sempre più centrale dell’eolico nel mix energetico ci sono anche i dati sulla produzione. Secondo stime recenti, ad agosto 2025 l’energia generata da fonte eolica in Italia è aumentata del 63% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Un dato che evidenzia la crescita rapida del settore e la sua capacità di incidere in modo concreto sulla produzione elettrica nazionale, rafforzando il peso delle rinnovabili e rendendo sempre più strategici gli investimenti, soprattutto nell’eolico offshore.
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