Cinema

Il Diavolo veste Prada 2: Meryl Streep rinuncia a milioni di cachet per la parità con Hathaway e Blunt

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Pubblicato il 12/05/2026
Di Team Digital
Il Diavolo veste Prada 2 Meryl Streep rinuncia a milioni di cachet per la parit con Hathaway e Blunt


Hollywood ha un nuovo caso di parità salariale che sta facendo discutere, e questa volta a scriverlo è una delle regine del cinema: Meryl Streep. Il sequel del cult Il Diavolo veste Prada non sta conquistando solo il pubblico, ma anche le cronache per i compensi da capogiro delle sue protagoniste. E c’è un dettaglio che sta facendo scalpore: Streep avrebbe rinunciato a una parte dei suoi milioni per garantire alle colleghe Anne Hathaway ed Emily Blunt lo stesso trattamento economico.


Meryl Streep e il cachet da 12,5 milioni: perché avrebbe potuto chiedere di più


Senza Meryl Streep nei panni di Miranda Priestly, Il Diavolo veste Prada 2 non sarebbe lo stesso. La produzione lo sapeva bene: per riportare sul grande schermo la temibile direttrice di Runway, ha messo sul tavolo un’offerta da 12,5 milioni di dollari. Una cifra importante, ma secondo le indiscrezioni raccolte da Variety, l’attrice avrebbe potuto spuntare molto di più. Eppure, ha scelto una strada diversa. Invece di puntare al massimo per sé, Streep avrebbe spinto per un accordo che valorizzasse l’intero trio femminile, garantendo a tutte le stesse condizioni economiche.


Il patto “favored nations”: stesso cachet per Streep, Hathaway e Blunt


La formula si chiama “favored nations”, e nel mondo del cinema indica un accordo che assicura parità di trattamento economico tra le parti coinvolte. In questo caso, le tre protagoniste del sequel avrebbero ricevuto lo stesso compenso base: 12,5 milioni di dollari ciascuna. Una scelta tutt’altro che scontata, soprattutto in un’industria dove le gerarchie nei cachet – specie per le donne – sono spesso nette. E quando una delle attrici in gioco è una leggenda come Streep, la disparità sarebbe stata ancora più marcata. Il gesto, però, non è passato inosservato: in un film che ruota attorno al potere e al riconoscimento professionale, il dietro le quinte sembra quasi un’estensione della trama.


Bonus milionari: quanto guadagneranno davvero le tre star


Ai 12,5 milioni di base si aggiungono i bonus legati agli incassi, che stanno già facendo lievitare i compensi finali. Il Diavolo veste Prada 2 ha superato i 300 milioni di dollari al botteghino mondiale, e se la corsa continuerà a questo ritmo, ciascuna delle tre attrici potrebbe arrivare a incassare oltre 20 milioni di dollari complessivi. Numeri che raccontano non solo il successo del film, ma anche quanto il pubblico avesse voglia di rituffarsi in quel mondo patinato, dove ogni dettaglio – compresi i contratti – può diventare una dichiarazione di intenti.


Dal 2006 al 2025: quanto è cambiato il budget del sequel


Il primo Diavolo veste Prada, uscito nel 2006, era costato circa 35 milioni di dollari e ne aveva incassati 326 a livello globale. Diciannove anni dopo, il sequel diretto nuovamente da David Frankel ha avuto un budget decisamente più alto: intorno ai 100 milioni, con una fetta consistente destinata proprio ai compensi del cast. Una differenza che riflette non solo l’inflazione del settore, ma anche il valore simbolico di un franchise che, a distanza di anni, continua a dettare legge – dentro e fuori dallo schermo.


Foto: LaPresse.


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