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Treccani rivoluziona il vocabolario con professioni femminili e la parità nei generi

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Pubblicato il 15/09/2022
Di Team Digital
Treccani rivoluziona il vocabolario con professioni femminili e la parità nei generi


Domenica è stata annunciata l’uscita di una nuova versione aggiornata del Vocabolario Italiano Treccani e le novità sono molte e tutte all’insegna della parità di genere. La decisione è stata presa dai due direttori del progetto, Valeria Della Valle e Giuseppe Patota che con queste novità rivoluzionano il vocabolario per come siamo sempre stati abituati a vederlo. In questo articolo vediamo tutte le novità apportate.


Le professioni al femminile


La questione sulla parità di genere si gioca anche sul terreno delle professioni. Storicamente si sono portati avanti dei vocaboli solamente al maschile per quelle professioni che si attribuivano erroneamente soltanto agli uomini. Alcune professioni sono dall’altra parte considerate per lo più lavori attribuibili alle donne, ed anche qui il vocabolario ha fatto il suo.


Ecco, dunque, che ad oggi troveremo la versione femminile e maschile per tutti i lavori: “avvocata”, “sindaca”, “ministra”, “casalingo” e molte altre avranno entrambi i generi declinati.


Se suonano male o sembrano brutte è solo perché sono usate poco”. Tiene a precisare Della Valle, fiduciosa che sia soltanto una questione di abitudine della nostra lingua.


Le declinazioni femminili e maschile di ugual peso


Fino ad ora nei vocabolari italiani siamo stati abituati e abituate a trovare le voci al maschile, e il femminile o non compariva oppure era presentato come la versione del termine declinato in riferimento al maschile. Per fare un esempio:


“Gatta, femminile singolare di gatto”.


Treccani ha introdotto le due forme su pari livello o in due voci separate se necessario. L’ordine alfabetico è stata la misura per decidere se prima andrà il femminile oppure il maschile. Quindi, ad esempio: “amica, amico”, “direttore, direttrice”.


Questa organizzazione delle voci non crea assolutamente una difficoltà per chi consulta il vocabolario, ma restituisce alle parole verità e realtà negate, cancellate per secoli”. Racconta Patota al Corriere.


Da uomini a persone ed esseri umani


Fino ad ora il sostantivo “uomini” includeva le persone di tutti i generi. Anche qui Treccani ha deciso di portare avanti l’inclusività di genere sostituendo “uomini” con “esseri umani” oppure “persone” entrambi sostantivi che hanno lo stesso significato ma non sono declinati per un genere specifico.


Della Valle, nel 2008, è stata la prima linguista a dirigere un’edizione del vocabolario di Treccani ed ha spiegato: “il fatto che i vocabolari registrassero aggettivi e nomi al maschile corrisponde a una visione androcentrica [cioè incentrata sul maschile, ndr]”. I vocabolari stessi, come racconta, sono stati sempre gestiti da uomini.


Foto: Twitter.


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