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Emergenza gas: paura per l’inverno, depositi al 54%

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Pubblicato il 21/06/2022
Di Team Digital
Emergenza gas: paura per l’inverno, depositi al 54%


Prosegue il taglio delle forniture del gas derivante dalla Russia e le scorte invernali iniziano a preoccupare.


Ad oggi i depositi di gas italiani sono al 54%, tuttavia bisogna arrivare al 90% per affrontare la stagione fredda senza preoccupazioni. Per queste ragioni, oggi, 21 giugno, ci sarà una riunione del Comitato tecnico di emergenza e monitoraggio del gas naturale per decidere il da farsi.


Si alzerà il livello di allerta?


Fonti di Governo, come leggiamo da Il Sole 24ore, dichiarano che alla riunione odierna “Non necessariamente seguirà una decisione”. Tuttavia, si discuterà sulle misure da attuare per un piano di stoccaggio efficace e si valuterà la possibilità di alzare il livello di allerta: da preallarme ad allarme.


A metà settimana ne sapremo di più, il Ministro Roberto Cingolani valuterà la situazione con il Comitato. Sarà una riunione a cui dovrebbero essere presenti anche le società che si occupano delle forniture di gas in Italia.


Preoccupazione per l’inverno


I tagli delle forniture da Mosca, ad oggi, non hanno ricadute sui cittadini. In estate la domanda è minore e l’offerta attuale la soddisfa. Le preoccupazioni guardano però avanti, all’inverno che ci aspetta, perché per ora le scorte non sono sufficienti e l’aumento del prezzo del gas non migliora la situazione.


A seguito della riunione del Comitato il premier Mario Draghi potrebbe intervenire per fare il punto con i ministri interessati. Rimane comunque la possibilità che il Ministro per la Transizione Ecologica agisca indipendentemente dalla decisione di passare ad uno stato di allarme; in base ad una norma del Dl contenente ’Misure urgenti per il contenimento dei costi dell’energia elettrica e del gas naturale, per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per il rilancio delle politiche industriali’ il Ministro, può decidere interventi straordinari di salvaguardia in modo indipendente, senza la necessità del passaggio allo stato di allarme.


Diversificazione e costi


Alcune possibilità che verranno discusse riguardano gli incentivi nel mercato del gas: come ad esempio la Germania, che offre un ampio spettro di garanzie pubbliche, o alla moral suasion sulle grandi aziende fornitrici (come Eni, Enel, Edison, le utility locali). Si aggiunge anche la possibilità che la rete Snam possa dare un ulteriore contributo come già aveva fatto ad aprile.


Draghi spinge inoltre sulla misura riguardante l’introduzione di un tetto al prezzo del gas, misure che sarà portato al Consiglio europeo del 23-24 giugno. Infine si punta alla diversificazione del mercato con i nuovi accordi con l’Algeria e la partnership con il Qatar da parte dell’Eni. Il Governo, infine, oltre al rinnovo per un altro trimestre del taglio degli oneri di sistema in bolletta, sta lavorando alla proroga del taglio delle accise sulla benzina in scadenza l’8 luglio.


Foto: LaPresse


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