RDS Academy 2018

Giovanni Vernia

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Giovanni Vernia

Nasco a Genova da papà pugliese, maresciallo della Guardia di Finanza, e mamma siciliana, casalinga. Una famiglia normale insomma in cui fin da piccolo dimostro una dote innata per dare fastidi: imito infatti con insistenza i parenti del sud e gli amici di famiglia. Come risultato, a Natale, la mia famiglia non riceve auguri.


A 26 anni, contro ogni aspettativa, succede l'imprevedibile: mi laureo in Ingegneria Elettronica col massimo dei voti. Così mi trasferisco a Milano in cerca di fortuna. Trovo invece un lavoro in una grossa società di consulenza americana e un monolocale in zona Bonola, e non consiglio entrambi a nessuno.


Conduco in quegli anni una vita in cui l'unica soddisfazione professionale è pagare la spesa coi ticket restaurant, così, per dare un po’ di colore alla mia monotona permanenza nella capitale degli happy hour, comincio a frequentarne qualcuno e invece che lottare al buffet per un piatto di riso con le olive, decido di intrattenere i miei colleghi imitando i nostri capi, immemore dei danni causati durante l'infanzia dallo stesso vizio.
Dopo qualche anno, e parecchi euro persi in aperitivi (lì non accettavano i ticket restaurant), arrivo alla conclusione che per esprimermi artisticamente l’happy hour non sia il posto più adatto. Provo ad esibirmi in ufficio, ma i capi non gradiscono e la mia carriera subisce stranamente una drammatica battuta di arresto.
Allora un giorno decido di provare ad esibirmi in metropolitana, ma quel giorno è un venerdì, e c’è sciopero dei trasporti a sorpresa. A quel punto, dopo aver provato a percorrere la via del successo nel modo che mi contraddistingue, e cioè il più superficiale possibile, vengo spinto dal mio padrone di casa, preoccupato per il mio futuro professionale, a cui erano direttamente legate le rate mensili dell’affitto, ad iscrivermi a una scuola di teatro. Lí, come si può evincere dai film che ho fatto, non imparo per niente a recitare ma imparo che Milano pullula di locali di cabaret. Comincio a bazzicarli e una volta mi fanno pure salire sul palco. Ci prendo gusto, forse un po' troppo, perché dopo un paio di anni finisco in TV a Zelig vestito coi pantaloni muccati a ballare "Essiamonoi essiamonoi".
Proprio quando mi convinco anche io di essere un perfetto idiota, comincia a gridarlo invece mezza Italia. Purtroppo per questo Paese, da quel momento l'Italia non si libera più di me. Oggi faccio TV, Teatro, Cinema e, come potete vedere da questa biografia trovata qui, Radio. Che è il mio “parco giochi” preferito. Mi permette ogni giorno di ironizzare sull’attualità, di costruire gag sulla musica, che è una mia grande passione, di sfornare gag, personaggi, improvvisazioni, battute e di creare momenti di intrattenimento con gli ospiti. Tutto con l’unico obbiettivo che mi accompagna fin da piccolo: far divertire la gente.

La Radio è il paradiso del divertimento.


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#1 - Episodio 1
10 Giu 2020 - 12:57
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