Il 94,9% delle coste italiane è classificato come eccellente per la balneazione. Un risultato che colloca l’Italia tra i paesi europei con le acque marine più pulite, certificato dai dati aggiornati di ISPRA e SNPA. Ma quali sono le regioni che si distinguono di più? E come viene garantita questa qualità?
Mare italiano: i numeri che confermano l’eccellenza
Su 6.242 chilometri di litorale monitorato, ben 5.926 chilometri rientrano nella categoria di qualità eccellente, la più alta prevista dalla normativa europea. Solo l’1% delle acque è classificato come sufficiente, mentre lo 0,7% risulta di qualità scarsa. Un quadro che riflette l’impegno costante nel monitoraggio e nella tutela degli ecosistemi marini.
Maria Alessandra Gallone, Presidente di ISPRA e SNPA, ha commentato: “Il mare è uno dei patrimoni più preziosi del nostro Paese. I risultati sulla qualità delle acque di balneazione sono motivo di soddisfazione, ma ci ricordano anche quanto sia importante continuare a investire nella conoscenza, nel monitoraggio e nella tutela degli ecosistemi marini”.
La classifica delle regioni con il mare più pulito
La Puglia si conferma al vertice per il sesto anno consecutivo, con il 99,9% delle acque in classe eccellente. Seguono Friuli-Venezia Giulia (99,6%), Basilicata (99,1%) e Sardegna (98,9%). Anche Toscana (97,4%), Marche (96,2%) e Lazio (94,3%) registrano performance di alto livello. Chiude la Liguria con l’89%, un dato comunque positivo rispetto alla media nazionale.
Puglia: sei anni di record e un modello di monitoraggio
La Puglia non solo guida la classifica, ma lo fa con un margine quasi perfetto: 99,9% di acque eccellenti su 900 chilometri di costa monitorati. Arpa Puglia effettua circa 8.500 analisi all’anno, verificando parametri come Escherichia coli ed Enterococchi intestinali. L’unico tratto non eccellente, a Molfetta, mantiene comunque una qualità buona.
Vito Bruno, direttore generale di Arpa Puglia, ha dichiarato: “Il risultato che vede la Puglia confermarsi, per il sesto anno consecutivo, al vertice nazionale per la qualità delle acque di balneazione rappresenta il riconoscimento di un lavoro quotidiano svolto con competenza, rigore scientifico e grande senso di responsabilità”.
Come viene controllata la qualità delle acque?
Il monitoraggio si basa su due indicatori microbiologici: Escherichia coli ed Enterococchi intestinali. Durante la stagione balneare, le Agenzie ambientali regionali effettuano almeno un campionamento al mese per ogni area. Nel 2025 sono stati eseguiti circa 30.000 prelievi, tra controlli ordinari e verifiche aggiuntive. In caso di superamento dei limiti, le amministrazioni possono vietare temporaneamente la balneazione.
Non solo balneazione: la salute del mare va oltre
La qualità delle acque è solo uno degli indicatori della salute marina. Altri aspetti cruciali includono la biodiversità, la protezione dei fondali e il contrasto alle microplastiche. Progetti come MER (Marine Ecosystem Restoration), finanziato dal PNRR, puntano a ripristinare habitat come le praterie di Posidonia oceanica e tutelare specie vulnerabili.
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