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Lockdown e Coronavirus: gli esperti parlano di 'sindrome da capanna'

C'è chi non sente più il bisogno di uscire come prima del lockdown

Il periodo difficile causato dall'emergenza sanitaria in corso con l'imperativo di restare a casa ha portato in alcune persone, importanti conseguenze psicologiche. Se da un lato, abbiamo visto, la qualità del sonno è stata minata, dall'altro l'essere stati chiusi nelle proprie abitazioni per tutto questo tempo ha indotto in alcuni casi a perseguire questa sicurezza, anche nel momento in cui sono state allentate le restrizioni sociali. In poche parole c'è chi, nonostante il 'via libera' dato dal governo, preferisce rimanere in casa. Gli esperti parlano di "sindrome da capanna" ed a esserne stati colpiti è stato più di un italiano.


"Molti vivono un momento di ansia, di paura di uscire dal confinamento dove sono rimasti per due mesi circa" - ha spiegato la psicologa Fausta Nasti - "È un fenomeno psicologico legato allo stress provocato dall'idea di tornare in strada per stare insieme a molti estranei; è la paura, dopo un lungo periodi di lavoro da casa, di tornare in ufficio per ritrovarsi con i colleghi".


Non si tratta di una malattia vera e proprio bensì di una sindrome, conosciuta in inglese con il termine 'cabin server'. "La quarantena ha dato a molti la sensazione che, stando al sicuro in casa con i propri cari, si evitavano contagi. Senza dimenticare che, fra le mura amiche, c'era quello che poteva servire".


I sintomi si traducono in stanchezza generale (con lunghi pisolini), torpore agli arti e poca (o nessuna voglia) di alzarsi la mattina. "Un rilassamento fisico che coinvolge la concentrazione e la memoria", spiega. Niente allarmismi: "Bisogna dare tempo al tempo" - conclude la psicologa - "Bisogna riabituare lentamente il cervello a riprendere il ritmo precedente. Con gradualità occorre ridurre i momenti di riposo organizzando impegni quotidiani di lavoro, divertimento, momenti dedicati alle pulizie. Poi si programmano uscite, anche molto brevi, da ripetere nei giorni successivi".


Foto: Pexels

Pubblicato 21.05.2020

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