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Il Ciuchino di Shrek esiste e vive a Gargallo: 2.600 firme per farlo restare

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Pubblicato il 12/10/2026
Di Team Digital
Il Ciuchino di Shrek esiste e vive a Gargallo 2600 firme per farlo restare


Arrivato dalla Valsesia, dove è nato a Scopello, Marcello compirà presto quattro anni. Non poteva più restare nella stalla in cui viveva ed è stato adottato da Mattia, Chiara e dallo zio Orlando. Oggi ha un grande prato vicino al bosco, accanto alla sede della TIK Srl, di cui è diventato la mascotte e, per scherzo, anche il guardiano.


Il suo successo sta tutto nel carattere. È vivace, curioso, combina marachelle con le cavalle e calamita l’attenzione di chiunque passi di lì. Bambini e famiglie si fermano a salutarlo e, quando si può, a regalargli una carezza. Le sue passioni sono carote e finocchi, mentre le mele sono gradite, ma senza esagerare.



Ragli che dividono: cosa sta succedendo


Per molti abitanti quel raglio è ormai un suono familiare della vita di paese. Per altri sarebbe diventato un disturbo, e le lamentele hanno fatto temere che Marcello potesse dover lasciare il suo prato. Al momento, però, non risulta alcun provvedimento ufficiale che ne disponga il trasferimento: la mobilitazione nasce dalle segnalazioni e dalla preoccupazione dei sostenitori.


Tra i messaggi di sostegno ce n’è uno di un residente che vive a cento metri dal prato. Scrive che la voce di Marcello si sente solo «ogni tanto», che gli fa compagnia come il gallo al mattino e che a disturbarlo, semmai, sono le moto che sfrecciano alle 2:30 di notte. Una donna aggiunge che sentirlo al risveglio le dà speranza per una società che si è allontanata dalle cose semplici.



La petizione «Marcello deve restare a Gargallo!»


Su Change.org, la raccolta firme promossa da Isabel Schiavio ha superato quota 2.600 (dato delle 8 di questa mattina). Nel testo si ricorda che gli animali hanno dei diritti e che il ragliare fa parte della natura di Marcello. Sui social circola anche un messaggio scritto come se parlasse lui: nei primi giorni si faceva sentire perché «dovevo conoscere la mia nuova casa». Chiude con una frase diventata il simbolo della campagna: «Io sono solo un piccolo asinello… nulla di più!».


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Nessuno chiede di ignorare chi abita vicino al prato. I promotori dicono di credere che si possa trovare un equilibrio e continuare a convivere con Marcello, senza trasformare la storia in uno scontro tra persone.


Lui, intanto, non sa nulla di firme e discussioni. Continua a mangiare carote e finocchi e a comportarsi da asino. Forse è proprio questa la parte più tenera della storia.

Foto: iStock


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