Lo chiamano già “squalo fantasma”, ma di squalo ha ben poco. Un team di studiosi si è imbattuto negli abissi australiani in una creatura dall’aspetto unico e spettrale: occhi enormi, capaci di catturare la pochissima luce che filtra in profondità, e una sagoma affusolata. Il soprannome è arrivato subito dalla rete, insieme alla curiosità degli appassionati di misteri marini.
Perché lo chiamano squalo fantasma (ma non è uno squalo)
Nonostante il soprannome suggestivo, le apparenze possono ingannare. Come emerso dalle rilevazioni diffuse nell’ambito del progetto Ocean Census, non ci troviamo affatto di fronte a uno squalo in senso stretto. L’animale appartiene infatti al gruppo delle chimere, un ramo di pesci cartilaginei che si è separato dalla linea evolutiva di squali e razze quasi quattrocento milioni di anni fa. Una parentela lontanissima, insomma, con tanto di nome fuorviante.
Com’è fatta la chimera: pelle liscia, coda a filamento e niente denti da squalo
L’esemplare, identificato per ora con il nome provvisorio di Chimaera sp. 1, presenta dettagli anatomici davvero singolari. La pelle è del tutto liscia e priva di squame. La coda si allunga in un filamento sottilissimo. La bocca non ospita le tipiche file di denti aguzzi, ma piastre ossee ricurve pensate per frantumare i gusci dei crostacei e dei piccoli organismi di cui si nutre.
Dove vive: a più di 800 metri sotto la superficie
L’osservazione è avvenuta nel Coral Sea Marine Park, al largo delle coste del Queensland, a una profondità compresa tra gli 802 e gli 838 metri. In un habitat totalmente privo di luce solare, questo abitante degli abissi si muove lentamente, fluttuando sul fondale grazie al battito delle sue ampie pinne pettorali.
La spina velenosa è un rischio per l’uomo?
A rendere la storia ancora più affascinante è la presenza di una spina dorsale velenosa, posizionata davanti alla prima pinna dorsale. Questa arma serve esclusivamente come difesa contro i predatori abissali. Nessun rischio per l’uomo, visto che l’animale vive a livelli di profondità del tutto inaccessibili ai nuotatori.
Ocean Census: oltre mille nuove specie in un solo anno
La missione di ricerca, guidata dal biologo William White per l’organizzazione scientifica australiana CSIRO, fa parte di un censimento globale che ha già portato all’identificazione di oltre mille nuove specie acquatiche nell’arco di un solo anno. L’iter per la descrizione scientifica definitiva della nuova chimera richiederà ulteriori analisi e approfondimenti. Per ora restano un nome provvisorio, un soprannome da social e la conferma che i fondali del pianeta nascondono ancora parecchi segreti (e qualche faccia da incubo).
Foto: immagine generata con AI