Monforte D’Alba (Cn) – Trattori più leggeri per non compattare troppo il terreno, riduzione dei prodotti chimici usati nei vigneti, utilizzando solo quelli ammessi dall’agricoltura biologica, un sistema di packaging sostenibile, una corretta gestione dei rifiuti. Sono le soluzioni adottate dalla cantina Josetta Saffirio, per una vendemmia che quest’anno promette di essere eccellente, grazie al clima favorevole estivo. Si usano quindi solo rame e zolfo, che non entrano nel ciclo linfatico, consentendo all’azienda, che coltiva 5 ettari di vigne e produce 30-35mila bottiglie l’anno, di ottenere la certificazione di sostenibilità EcoProWine.
La cantina è a Monforte d’Alba, uno degli undici comuni di produzione del mitico vino Barolo. E l’azienda coniuga, in un territorio, le Langhe, dichiarato patrimonio mondiale dell’Umanità nel 2014, attenzione per l’ambiente e cura della qualità del prodotto, attraverso buone pratiche per ridurre l’impatto ambientale nella produzione del vino, come l’erba tra i filari per ridurre l’erosione provocata dalle acque superficiali.
Nello splendido paesaggio collinare delle Langhe, tra viti e piantagioni di mele e nocciole, culla di tartufi per undici mesi all’anno, Sara Vezza Saffirio, che ha ricevuto in eredità i terreni da sua nonna Josetta, spiega i perché della scelta green: “Siamo partiti per esigenze di salute. Perché con i prodotti che utilizzavamo dell’agricoltura tradizionale stavamo male, io non riuscivo più ad andare nel vigneto. Poi siamo andati avanti. E a maggior ragione abbiamo percorso questa strada quando ci sono nati i figli”.