Roma – Enrico Rava ha avuto una parentesi di free jazz negli anni Sessanta, un periodo della vita che gli è rimasto dentro. Nel nuovo album “Wild dance” (Ecm), il maestro del jazz italiano ha dedicato un pezzo proprio ai mostri sacri del free-jazz.
“In Cornette c’è chiaramente Ornette Coleman e la cornetta. Un omaggio a Ornette Coleman e a Don Cherry che suonava la cornetta”, spiega il trombettista di origini torinesi.
Quando Rava si trasferì Oltreoceano sperimentò il free jazz con il sassofonista Steve Lacy: “Quella è stata una scoperta meravigliosa per me che però dopo un paio d’anni… Da Buenos Aires sono andato a New York con Steve, abbiamo continuato il gruppo e lì nel frattempo ho cominciato a sentire che stava venendo fuori una routine di questa cosa free che era ancora peggio della routine del be-bop, perchè quella almeno ha una sua difficoltà, mentre questa era una cosa che ‘va bene tutto’. A quel punto lì ho sentito la necessità di ritornare a suonare sul tempo, sugli accordi, le melodie, ma mi è rimasto questo senso di questa cosa molto, molto libera. Posso suonare “My Funny Valentine” tutti i giorni e mi verrà sempre diverso”.