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Video News 28/01/2016

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Pubblicato il 28/01/2016
Di Team Digital
Video News 28012016

Spazio, 30 anni fa la tragedia dello Space shuttle Challenger

Houston – Il 28 gennaio del 1986, 30 anni fa, il mondo intero rimase sgomento di fronte a queste immagini: l’esplosione in diretta dello Space shuttle Challenger, in cui morirono 7 astronauti.


Tra loro c’era anche Christa McAuliffe, la prima “maestrina spaziale”. Christa non era un’astronauta di professione, fu reclutata dalla Nasa per tenere una lezione dallo Spazio agli studenti americani, in un momento in cui la frequenza dei voli e il livello di comfort e affidabilità degli Space Shuttle, entrati in servizio solo pochi anni prima, il 12 aprile 1981, facevano pensare alle missioni spaziali come attività divenute ormai routine.


Ma la routine, in questo campo, non esiste. E lo si capì prepotentemente 73 secondi dopo il decollo del Challenger dalla base spaziale americana di Cape Canaveral, in Florida, quando un’improvvisa fiammata cancellò per sempre le vite dei 7 uomini dell’equipaggio: il comandante, Dick Scobee, il pilota, Michael Smith e gli specialisti Judith Resnik, Ellison Onizuka, Ronald McNair, Gregory Jarvis e, appunto Christa McAuliffe.


L’inchiesta rivelò che l’incidente del Challenger fu di fatto una tragedia annunciata. Per più volte, nei giorni precedenti, il lancio era stato sospeso, anche a causa del tempo non favorevole.


La notte prima, lo shuttle era rimasto sulla rampa di lancio, esposto a un’ondata di gelo senza precedenti, che danneggiò una guarnizione di uno dei razzi laterali. Il problema causò la fuoriuscita di carburante ad altissima temperatura che fuse il serbatoio centrale colmo di Idrogeno e Ossigeno causando la disintegrazione in mille pezzi dell’intera navetta.


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