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Video News 27/01/2016

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Pubblicato il 27/01/2016
Di Team Digital
Video News 27012016

Gela, continua il presidio al petrolchimico dell'Eni

Gela – In Sicilia resta alta la tensione a Gela, in provincia di Caltanissetta, dove gli operai del petrolchimico manifestano con blocchi stradali e picchetti per timore che lo stabilimento Eni voluto da Mattei nel 1962 possa chiudere i battenti.


La più grande realtà industriale della Sicilia meridionale è messa in discussione dai ritardi della politica e dal mancato rilascio delle autorizzazioni ministeriali per la riconversione degli impianti da raffineria tradizionale a bio-raffineria, un protocollo da 2 miliardi e 200 milioni di euro.


Al Ministero del Lavoro sono stati convocati il sindaco di Gela, Domenico Messinese e il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, per definire misure straordinarie sull’uso degli ammortizzatori sociali.


A Palermo, il presidente della Regione e i sindacati hanno concordato i provvedimenti da chiedere anche per quegli operai che da 7 mesi non hanno più lavoro né indennità di sostegno. Emanuele Gallo, segretario Cisl del comprensorio Agrigento, Enna e Caltanissetta.


“A noi non interessa parlare solo di cassa integrazione – ha spiegato – a noi interessa parlare di riqualificazione del personale, del fatto che il Ministero dell’Ambiente deve dare tutte le autorizzazioni, come a Porto Marghera, in maniera veloce e l’Eni deve anticipare i lavori. Questi sono tutti elementi per dare risposte a questo territorio, A noi non servono interventi a pioggia, a noi serve lavoro”.


Per affrontare la questione le autorità locali propongono di affidare al governo la gestione dell’area di crisi di Gela attraverso la nomina di un commissario straordinario.


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