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Video News 11/08/2015

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Pubblicato il 11/08/2015
Di Team Digital
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I castelli catari candidati a entrare nel Patrimonio dell'Unesco

Duilhac – Costruiti nel XII secolo e usati come fortificazioni durante la crociata albigese, i castelli catari sono tra le attrazioni turistiche più gettonate della regione francese della Linguadoca. Arroccate sulle cime più alte delle montagne, difficili da raggiungere e per questo ancora più affascinanti e imponenti, queste costruzioni sono sostanzialmente dei villaggi fortificati con al centro il torrione in cui viveva il signore locale e ora le si vorrebbe inserire nel patrimonio mondiale dell’Unesco.


“I catari non erano dei costruttori – spiega il sindaco di Duilhac, sede della rocca di Peyrepertuse – loro non hanno mai costruito nulla. Queste sono delle fortezze medievali edificate su antichi castrum che appartenevano ai signori occitani e che furono conquistate durante le crociate”.


I catari, cristiani perseguitati dalla Chiesa cattolica nel XII secolo perché giudicati eretici, trovarono rifugio presso i potenti signori locali. In questo caso da Guglielmo di Peyrepertuse che si rifiutò di sottomettersi alla corona francese che, intanto, seppur non direttamente, aveva appoggiato la crociata bandita da papa Innocenzo III.


Le rocche catare più importanti sono quelle di Montségur, di Lastours/Cabaret, Peyrepertuse, Puivert, Puilaurens, Queribus, Termes, Aguilar e Roquefixade.


“Abbiamo fatto dei lavori di ristrutturazione servendoci di elicotteri – continua il sindaco – immaginate un po’ come fu difficile costruirle all’epoca”.


Le rocche catare, ogni anno, attirano circa 400mila turisti da ogni parte del mondo. Se entrassero nel patrimonio dell’Umanità dell’Unesco potrebbero far incrementare esponenzialmente questo numero, attirando più visitatori, soprattutto dai paesi asiatici.


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