Roma – Due assi della commedia, Marco Giallini e Edoardo Leo, diventano due geni dell’arte della truffa: succede in “Loro chi?”, di Francesco Miccichè e Fabio Bonifacci, nei cinema dal 19 novembre. Leo è un sognatore un po’ sprovveduto che perde lavoro, casa, fidanzata per colpa di Marcello, truffatore di professione, autore di geniali trasformazioni e messe in scena, che diventa nel corso del film il suo maestro e mentore, e gli regala avventure e grandi emozioni.
“Io mi chiedevo: è meglio fare una vita stupenda, credere a qualcosa per un mese, oppure vivere nella mediocrità sempre? Io l’avrei fatto, un mese mi sarei fatto truffare, pur di sognare, di avere soldi, di fare film, di essere bello, di andare con le macchine veloci, di andare in hotel… Io mi sarei fatto truffare, una mesata”.
“Io ho creduto a Babbo Natale per 7-8 anni, no? Babbo Natale m’ha truffato: m’hanno raccontato che esisteva veramente e mi portava i regali a casa proprio a me, quelli che chiedevo, poi… Cioè, noi la facciamo continuamente l’arte dell’inganno, ed è un’arte affascinante”.
Sullo schermo la nuova coppia comica ne combina di tutti i colori, tra ironia, giallo, road movie, azione, con piccoli trucchi e grandi inseguimenti.
“Loro chi?” ricorda per toni, temi e bravura degli attori, le grandi commedie di Monicelli o Risi, da “I soliti ignoti” a “Il mattatore”, con travestimenti e duetti molto divertenti.
“Io ci credo molto a questa cultura della performance, soprattutto nella commedia, cioè di prendere la commedia molto seriamente. Siccome noi l’abbiamo fatto pure molto bene in lunga parte della storia cinematografica del nostro Paese
è un peccato perderlo. A partire dall’esempio numero 1 di Gassman ne I soliti ignoti, che si è messo una parrucca con la fronte abbassata, che era uno degli uomini più belli d’Europa e s’è disintegrato, balbettando, non ha mai avuto il timore di essere ridicolo”.