Venezia – Le voci delle attrici, lo storico palazzo del Molino Stucky, la mano dell’artista che scrive poesia luminosa, la musica di Paolo Fresu. Marco Nereo Rotelli non è nuovo a performance come questa, che uniscono le diverse arti in un momento di emozione che si ispira alla tradizione rinascimentale delle Feste di luce. Sull’isola della Giudecca è andata in scena “Luce di Venezia”, che ha regalato un nuovo rivestimento all’hotel Hilton, in concomitanza con l’inaugurazione della mostra collettiva di arte contemporanea Open 18, che presenta i lavori di una quarantina di artisti da molti Paesi. Per l’occasione a Rotelli è stato anche consegnato un premio alla carriera.
L’artista, dalla sua postazione tecnologica, ha diretto l’orchestra della performance, fatta di tecnici di luci e suono, dalle due attrici – Sabina Borelli e Anna Laura Penna – e dal palazzo stesso, che è diventato protagonista vivo dell’azione performativa. E sotto gli occhi di una Venezia travolta dall’ora blu nei giorni della Mostra del Cinema, Rotelli ha portato, come sempre nel suo lavoro, la parola al centro della narrazione artistica.