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Peppe Servillo: testimoniamo che la canzone napoletana è viva

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Pubblicato il 14/07/2016
Di Team Digital
Peppe Servillo testimoniamo che la canzone napoletana  viva

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Roma – A tre anni da “Spassiunatamente” arriva il nuovo album di Peppe Servillo e dei Solis String Quartet, che tornano a cimentarsi con la canzone napoletana. Servillo, cantante, attore di cinema e teatro, autore di colonne sonore e canzoni e tra i fondatori degli Avion Travel, ha deciso di unire ancora la sua voce ai violini di Vincenzo Di Donna e Luigi De Maio, alla viola di Gerardo Morrone ed a Antonio Di Francia, impegnato su cello e chitarra, in “Presentimento”, che è anche il titolo di uno dei brani. Un titolo significativo.


“E’ una delle canzoni più importanti del disco scritta da E.A.Mario, autore molto importante della canzone napoletana e mi piace immaginare che tutti gli autori e parolieri di questo album siano artisti che in qualche modo nel loro lavoro abbiano la capacità di presentire, essere quasi dei veggenti che vedono ciò che sta per accadere o che si vorrebbe accadesse, tanto nella vita in generale quanto nelle relazioni tra le persone e nella vita sentimentale”.


L’album sarà presentato ufficialmente a Roma il 24 luglio alla casa del Jazz al festival “I Concerti nel Parco”. Le canzoni spaziano da “Palomma” di Armando Gill alla “Tarantella Segreta” di Raffaele Viviani, a “M’Aggia curà” di Giuseppe Cioffi. Un mix variegato, ma con un denominatore comune.


“Tra queste canzoni c’è un tema che emerge in particolare, il segreto e il tradimento, mi piace pensarlo perché forse è quello che facciamo anche noi rivolgendoci a una tradizione così importante, tradendola in qualche modo cercando però anche di tradurla, soprattutto presso un pubblico che è giovane e non conosce un repertorio così importante che ha dato vita in qualche modo anche alla canzone italiana”.


Peppe Servillo ha detto di amare il repertorio napoletano e di voler continuare a riproporlo.


“Credo che una tradizione per essere viva debba essere praticata, perché a metterla da parte si rischia di museificarla, metterla in un armadio ma in realtà di farla morire, quindi noi pratichiamo questa tradizione per renderla viva e testimoniarla ancora nella sua vitalità creativa e artistica”.


“La lingua napoletana è viva, ha una radice antica ma è assolutamente moderna, resiste anzi alla modernità esprimendo un proprio punto di vista e un proprio suono”.


E Napoli e la sua cultura Servillo le ha omaggiate anche a teatro con il fratello Toni, negli spettacoli “Le voci di dentro” e “La parola canta”, insieme anche ai Solis String Quartet, portato anche all’estero. A breve lo rivedremo invece al cinema nel film “Indivisibili” di Edoardo De Angelis, che probabilmente andrà alla prossima Mostra del cinema di Venezia.


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