Milano – Le due settimane si sono concluse e sui Floating Piers di Christo nel Lago d’Iseo non si potrà più camminare. Dopo la lunga attesa, le inevitabili polemiche, il caos dei primi giorni, l’installazione è diventata qualcosa di diverso e di più complesso, uno spazio capace di catalizzare, intorno a un’opera d’arte contemporanea concettuale e monumentale al tempo stesso un pubblico incredibilmente vario e popolare. E lo stesso Christo, intervenendo a Milano alla conferenza generale di Icom, ha voluto tirare le fila del progetto.
“Sui Floating Piers – ha detto l’artista – non ero sicuro che la gente avrebbe voluto andarci, ma abbiamo avuto un milione e duecentomila persone che ci hanno camminato sopra e lo hanno fatto per non andare da nessuna parte”.
Christo ha insistito sul concetto di “inutilità” del suo lavoro artistico e sulla radicale idea di libertà che lo ha ispirato anche per l’installazione di Sulzano.
“Tutto questo progetto – ha aggiunto – è stata una nostra decisione, e questo è il motivo per cui è eliminabile, totalmente inutile, nessuno ne ha bisogno. Il mondo può vivere benissimo senza di essi. E questo è il motivo per cui questi progetti non possono rimanere: sono un’espressione di libertà totale, nessuno può comprarli”.
Negli ultimi momenti di apertura al pubblico abbiamo incontrato sulla passerella anche il sindaco di Sulzano, Paola Pezzotti, che ha tracciato il bilancio dal punto di vista del territorio.
“Quindici giorni sicuramente intensi – ci ha spiegato – perché gestire numeri praticamente doppi rispetto a quelli che avevamo ipotizzato è stato un sforzo molto importante, da parte di tutti. Della popolazione in primo luogo. Christo ci ha forse un po’ obbligati, perché gestire un grande evento ci ha obbligato a sederci intorno a un tavolo e ad andare veramente tutti nella stessa direzione, amministratori di comune, enti superiori, province, regione, che hanno veramente messo in campo tanta voglia di fare”.
Tra gli sponsor più forti dei Floating Piers la Regione Lombardia, che per bocca dell’assessore alle Culture, Identità e Autonomie Cristina Cappellini ha espresso grande soddisfazione.
“Un ritorno ottimo – ci ha detto – soprattutto in termini di numeri, di visitatori, si è sfiorato il milione e mezzo di presenze e, tenendo conto della durata limitata è un risultato straordinario”.
Un risultato che è necessariamente – quando si tratta di Christo – in parte immateriale, ma che ha la forza di restituire la reale dimensione epica dell’arte, sebbene si tratti di un’epica aperta, ironica e volutamente non ridondante.
“C’era spazio per così tante interpretazioni – ha concluso Christo – e questo è il motivo per cui abbiamo fatto questo progetto, perché era più grande della nostra stessa immaginazione”.
E allora siamo arrivati qui, senza andare da nessuna parte. Possiamo dire che è davvero un grande risultato.