Quando si pensa alla chitarra dei Queen, il primo nome è inevitabilmente quello di Brian May. Eppure c’è uno dei più grandi successi della band in cui Freddie Mercury riuscì, almeno per qualche ora, a rubargli completamente la scena.
La canzone è “Crazy Little Thing Called Love”, pubblicata nel 1979 e diventata uno dei brani più famosi dei Queen. Freddie Mercury non solo la scrisse in pochissimo tempo, ma prese personalmente una chitarra acustica e iniziò a registrarla mentre Brian May non era ancora arrivato in studio.
Una storia sorprendente, ricostruita da Guitar Player attraverso i ricordi dei componenti dei Queen, e che racconta un lato di Freddie Mercury forse meno conosciuto: quello di musicista capace di utilizzare la chitarra in maniera semplice ma estremamente efficace.
Freddie Mercury scrisse “Crazy Little Thing Called Love” nella vasca da bagno
Era il maggio del 1979 e i Queen si trovavano a Monaco di Baviera per lavorare a quello che sarebbe poi diventato l’album “The Game”. Freddie Mercury era al Bayerischer Hof Hotel quando gli venne l’idea di “Crazy Little Thing Called Love”. La melodia nacque mentre si trovava nella vasca da bagno e, poco dopo, il cantante prese una chitarra acustica e iniziò a costruire il brano.
Mercury non si considerava un grande chitarrista e proprio questa sua limitata conoscenza dello strumento finì per essere un vantaggio. Potendo utilizzare pochi accordi, costruì una canzone diretta, immediata e fortemente ispirata al rock and roll degli anni Cinquanta.
Il risultato convinse immediatamente gli altri Queen. Secondo quanto ricordato da Roger Taylor, la base del brano venne registrata in circa mezz’ora.
Brian May arrivò in studio e trovò il brano già registrato
La parte più curiosa della storia riguarda però proprio Brian May. Il chitarrista aveva lavorato fino a tardi la sera precedente e non era presente quando Freddie Mercury, Roger Taylor e John Deacon iniziarono la sessione.
Quando May arrivò in studio trovò quindi buona parte del lavoro già fatto. A suonare la chitarra acustica ritmica era stato direttamente Freddie Mercury. Brian May avrebbe poi ricordato con ironia come, ogni volta che si assentava per qualche ora, gli altri membri dei Queen sembrassero trovare il modo di inventarsi qualcosa di nuovo.
Questa volta, però, Mercury era andato ancora oltre: aveva scritto la canzone, impostato la registrazione e suonato personalmente la parte ritmica alla chitarra.
Freddie Mercury provò anche l’assolo di chitarra
C’è poi un altro dettaglio ancora meno conosciuto. Freddie Mercury provò anche a registrare l’assolo di chitarra di “Crazy Little Thing Called Love”.
Quella prima versione, però, non finì nel disco definitivo. Brian May registrò successivamente l’assolo che tutti conosciamo, ma per farlo dovette cambiare una delle sue abitudini più consolidate. Per una volta lasciò infatti da parte la celebre Red Special e utilizzò una Fender Telecaster. Il produttore Reinhold Mack riteneva che quel tipo di chitarra fosse più adatto al suono rock and roll ricercato per il brano. Una scelta insolita per May, che proprio grazie alla Red Special aveva costruito uno dei sound più riconoscibili della storia del rock.
“Crazy Little Thing Called Love” diventò una delle hit più importanti dei Queen
Quella canzone nata quasi per caso si trasformò presto in uno dei maggiori successi dei Queen. “Crazy Little Thing Called Love” conquistò anche il pubblico statunitense e mostrò un lato diverso della band, molto più essenziale rispetto alle produzioni elaborate che avevano reso celebri brani come “Bohemian Rhapsody”.
Mostrò soprattutto un Freddie Mercury diverso da quello che molti fan erano abituati a vedere. Non soltanto cantante, frontman e pianista, ma anche chitarrista capace di utilizzare pochi accordi per costruire una canzone destinata a diventare un classico.
Brian May stesso ha raccontato più volte come Mercury fosse in realtà più capace alla chitarra di quanto lasciasse intendere. Una hit nata nella vasca da bagno, registrata in gran parte nel giro di pochissimo tempo e praticamente pronta quando Brian May arrivò in studio. Un altro episodio che racconta quanto Freddie Mercury fosse imprevedibile anche per gli stessi Queen.