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Queen, 30 anni fa usciva la cover R&B di “Bohemian Rhapsody”: che fine ha fatto chi la cantava?

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Pubblicato il 30/10/2026
Di Team Digital
Queen 30 anni fa usciva la cover RB di Bohemian Rhapsody che fine ha fatto chi la cantava


A trent’anni di distanza continua a essere una delle reinterpretazioni più curiose di “Bohemian Rhapsody” dei Queen. Il 1° ottobre 1996 usciva infatti la cover delle Braids, duo californiano formato da Zoë Ellis e Caitlin Cornwell, che trasformò uno dei brani più celebri scritti da Freddie Mercury in qualcosa di completamente diverso.


Niente sezione operistica, niente esplosione rock finale e soprattutto nessun tentativo di imitare i Queen. Le Braids scelsero invece un arrangiamento R&B e soul profondamente anni ’90, costruendo una versione così distante dall’originale che ancora oggi viene talvolta associata erroneamente ai Fugees o a Lauryn Hill.



La cover di “Bohemian Rhapsody” nacque per la colonna sonora della commedia “High School High”, con Jon Lovitz. Come ricostruisce AllMusic, prima di formare le Braids, Zoë Ellis e Caitlin Cornwell avevano già condiviso diverse esperienze musicali nella scena della Bay Area. Alla produzione del singolo lavorarono Stephan Jenkins, poi diventato celebre come frontman dei Third Eye Blind, ed Eric Valentine.


Come le Braids trasformarono “Bohemian Rhapsody” dei Queen


La caratteristica più sorprendente della cover è proprio il modo in cui venne modificata la struttura del brano originale.


Le Braids decisero di concentrarsi soprattutto sulla parte più melodica di “Bohemian Rhapsody”, lasciando fuori alcuni degli elementi che avevano reso rivoluzionaria la versione dei Queen. L’imponente sezione operistica e il passaggio più duro e rock vennero sacrificati a favore di un’atmosfera più lenta, sensuale e vicina all’R&B dell’epoca.


Il risultato non fu quindi una semplice riproduzione del classico di Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon, ma una vera rilettura. Una scelta rischiosa, considerando quanto fosse già iconica la canzone, ma che permise alle Braids di dare al pezzo una propria identità.


Perché molti pensavano che la cover fosse dei Fugees


C’è poi un dettaglio che ha contribuito a rendere questa versione ancora più particolare.


Il singolo arrivò infatti nello stesso periodo in cui il sound dei Fugees dominava le classifiche internazionali. Nel 1996 il gruppo di Lauryn Hill, Wyclef Jean e Pras Michel aveva ottenuto un enorme successo anche grazie alla reinterpretazione di “Killing Me Softly”.


Le sonorità R&B, le voci femminili in primo piano e il tipo di produzione utilizzato dalle Braids favorirono così un’associazione quasi immediata con quel mondo musicale. Per questo, negli anni, la cover di “Bohemian Rhapsody” è stata più volte attribuita erroneamente ai Fugees o direttamente a Lauryn Hill.


In realtà, dietro quella particolare versione c’erano esclusivamente Zoë Ellis e Caitlin Cornwell.


La cover di “Bohemian Rhapsody” diventò un successo internazionale


Quello che avrebbe potuto rimanere un semplice esperimento legato a una colonna sonora riuscì invece a ottenere risultati importanti.


Secondo Official Charts, la cover delle Braids arrivò fino alla 21ª posizione nel Regno Unito. Negli Stati Uniti raggiunse invece il numero 42 della Billboard Hot 100, mentre in Nuova Zelanda arrivò addirittura al secondo posto. Il singolo entrò inoltre nelle posizioni più alte delle classifiche di diversi Paesi europei.


Un risultato tutt’altro che scontato per il singolo di debutto di un duo praticamente sconosciuto al grande pubblico.


Che fine hanno fatto le Braids dopo “Bohemian Rhapsody”


Il successo della cover sembrava poter rappresentare l’inizio di una carriera importante. Le cose, però, andarono diversamente. Come ricorda AllMusic, lo sviluppo del progetto venne rallentato anche dai crescenti impegni di Stephan Jenkins con i Third Eye Blind, che proprio in quel periodo stavano conquistando il successo internazionale.


Le Braids pubblicarono successivamente l’album “Here We Come”, ma i singoli successivi non riuscirono a ottenere la stessa attenzione conquistata con “Bohemian Rhapsody”. Poco dopo, il progetto si concluse.


A trent’anni di distanza, quella cover rimane quindi il momento per cui le Braids vengono ricordate maggiormente: una versione che ebbe il coraggio di prendere una delle canzoni più intoccabili della storia dei Queen e trasformarla in una ballad R&B completamente diversa dall’originale.


Foto: LaPresse / YouTube


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