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Non era morto? Sydney Sibilia racconta tutte le leggende su Mauro Repetto, Max Pezzali e gli 883

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Pubblicato il 20/10/2026
Di Team Digital
Non era morto Sydney Sibilia racconta tutte le leggende su Mauro Repetto Max Pezzali e gli 883


Per anni attorno agli 883 è rimasta una domanda: che cosa è successo davvero a Mauro Repetto? Il rapporto con Max Pezzali continua a incuriosire il pubblico, soprattutto ora che la seconda stagione della serie Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883, uscita il 9 ottobre 2026, riporta la storia del duo al centro della scena. A rimettere in fila alcuni pezzi ci ha pensato anche il regista Sydney Sibilia, intervistato nel podcast Supernova.



883, Max Pezzali e Mauro Repetto: cosa è emerso nel podcast Supernova


Ospite della puntata, Sibilia ha spiegato che il racconto vuole restituire dignità a Repetto, per tutti “il biondino che ballava”, ma in realtà anima del gruppo: senza di lui, secondo la ricostruzione, Pezzali avrebbe forse mollato molto prima.


Il capitolo più curioso riguarda l’addio. Nell’era pre-Internet, quando il duo si sciolse, nessuno diede spiegazioni ufficiali, e quel silenzio alimentò tra i fan una quantità incredibile di leggende. C’era chi lo dava per morto, chi giurava di averlo riconosciuto a Eurodisney dentro il costume di Baloo, perché si sarebbe tolto la testa del pupazzo, e perfino chi raccontava di un fidanzamento con Andrew Ridgeley, il membro degli Wham! rimasto nell’ombra dopo il successo di George Michael.


Oggi, ammette Sibilia, a forza di scrivere la serie e di mescolare realtà e finzione, è difficile tracciare un profilo netto del vero Mauro. Dallo studio del podcast arriva anche un’impressione raccolta dopo un incontro recente: Repetto sarebbe “un uomo del 3000 che vive in una galassia che dobbiamo ancora scoprire”.


Con Pezzali il regista ha pranzato a Ponte Milvio fin dall’inizio, per proporgli il progetto. Repetto è stato incontrato solo in seguito, perché da tempo si era ritirato a vita privata. Le reali motivazioni del suo allontanamento, conclude Sibilia, saranno spiegate nel dettaglio nella serie.





Mauro Repetto oggi: Parigi, Disney e il ritorno artistico


Mauro Repetto, 57 anni, vive da tempo a Parigi, dove lavora come Event Executive per la Disney. Il suo ruolo è coordinare eventi complessi, con responsabilità su produzione, logistica, budget e aspetti creativi. Lui stesso lo definisce “intrattenimento a tutto tondo”. Il percorso nasce dopo l’esperienza a Los Angeles, dove sognava di fare lo sceneggiatore, ma dove lo ostacolava anche la conoscenza limitata dell’inglese. Il trasferimento a Parigi ha cambiato rotta: prima a Disneyland Paris, anche come performer, poi stabilmente nell’organizzazione eventi del gruppo.


Il lavoro in Disney non gli ha però impedito di riaprire più fronti creativi. Nel 2026 è tornato visibile in Italia con il singolo Generazione, che collega la sua generazione a quella dei figli e dei giovani di oggi: cambiano gli strumenti, non le emozioni. C’è poi il teatro, con Alla ricerca dell’Uomo Ragno – La favola degli 883, che rilegge in chiave fiabesca la storia del duo e l’incontro con Claudio Cecchetto, e con la nuova pièce annunciata Joker sul Ticino, che sposta il focus dalla coppia, tra amicizia e relazione, all’“io” e alle sue profondità. Il 6 novembre 2026 esce infine il suo primo romanzo, Election Day 2067: una distopia cyberpunk tra Roma e Parigi, con personaggi storici clonati e una forte vena satirica su multinazionali e media.


Quanto a Max Pezzali, nessuna reunion in vista né collaborazione musicale stabile. Repetto parla di un’amicizia mai spezzata, ma su “frequenze” diverse: i due si vedono in occasioni come concerti, première o eventi legati alla serie. La loro sintonia ricompare “random”, senza contatti formali o auguri di rito, e quando si incontrano tornano le stesse risate e la stessa chimica degli anni di Pavia.


Sul 1994 Repetto ha sempre escluso una rottura drammatica: il duo “consumava troppo carburante”, a un certo punto le due strade hanno iniziato a captare frequenze diverse. Non è fuggito da qualcosa, ma ha inseguito una sete di sogni e di esperienze internazionali, prima negli Stati Uniti e poi in Francia. Oggi, curiosamente, l’Italia lo attrae sempre di più e valuta un possibile rientro, forse in Lombardia. La provincia italiana la descrive come una “gabbia di ovatta”, ma anche come un rifugio affettivo e culturale.

Foto: La Stampa


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