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Bono e The Edge non si chiamavano così: gli pseudonimi assurdi dei futuri U2 (uno è lunghissimo)

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Pubblicato il 19/10/2026
Di Team Digital
Bono e The Edge non si chiamavano cos gli pseudonimi assurdi dei futuri U2 uno  lunghissimo


Prima di diventare Bono e The Edge, due dei nomi più riconoscibili della storia del rock, i futuri U2 avevano scelto pseudonimi decisamente più strani. A ricordarlo è stato proprio il chitarrista della band, tornando agli anni in cui lui, Bono, Adam Clayton e Larry Mullen Jr. erano ancora adolescenti a Dublino e cercavano di costruirsi un’identità musicale.


Come racconta GuitarPlayer, il gruppo ha sempre avuto un rapporto particolare con l’idea di reinventarsi. Bono ha spiegato che all’inizio c’era anche il desiderio di allontanarsi simbolicamente dalla vita di periferia e di immaginarsi come personaggi diversi. Tra le influenze c’erano anche i Ramones, che avevano trasformato i propri pseudonimi in una parte integrante della loro immagine.


U2, quali erano i primi nomi d’arte di Bono e The Edge


Il lato più curioso della storia riguarda proprio i nomi scelti prima che arrivassero quelli diventati poi famosissimi.


Secondo quanto ricordato da The Edge a GuitarPlayer, Bono utilizzò inizialmente un lunghissimo e surreale pseudonimo, Steinrich Van Haitian Bang Bang Bang. Lo stesso chitarrista, prima di diventare The Edge, per un periodo si faceva invece chiamare Inchicore.


La fantasia coinvolse anche gli altri futuri U2: Adam Clayton veniva indicato con il nome Mrs. Byrnes, mentre Larry Mullen Jr. aveva ricevuto il soprannome The Jam Jar.


Dietro quelle scelte, però, non c’era la volontà di costruire personaggi rock particolarmente solenni. Al contrario, The Edge ha ricordato come in quegli anni il gruppo scherzasse moltissimo e fosse influenzato anche dall’umorismo dei Monty Python.


Erano quindi soprannomi nati soprattutto dal gioco, dall’ironia e dalla voglia di costruirsi un’identità diversa molto prima che Bono e The Edge diventassero due nomi conosciuti in tutto il mondo.


Perché Bono e The Edge cambiarono nome prima del successo degli U2


Quella ricerca di un’identità non era soltanto una questione estetica. Per i futuri U2, scegliere un altro nome significava anche provare a immaginarsi fuori dalla quotidianità e costruire una versione diversa di se stessi.


Con il tempo, però, gli pseudonimi più assurdi vennero abbandonati e rimasero quelli destinati a entrare nella storia: Bono e The Edge. Una scelta che, a posteriori, sembra quasi inevitabile, ma che arrivò dopo diversi tentativi decisamente più improbabili.


Gli U2 guardano ancora avanti dopo 50 anni


L’intervista ripresa da GuitarPlayer non si limita però ai ricordi degli inizi. The Edge ha parlato anche del presente degli U2 e, soprattutto, del motivo per cui continua a credere nella band dopo mezzo secolo di carriera.


Il chitarrista è convinto che il gruppo possa ancora scrivere alcune delle proprie canzoni migliori e realizzare concerti persino più riusciti di quelli del passato. È proprio questa possibilità, secondo lui, a mantenere vivo l’entusiasmo degli U2 anche dopo decenni trascorsi insieme.


La band continua quindi a guardare avanti senza vivere soltanto dei successi costruiti in passato. E forse proprio qui sta il filo che lega gli U2 di oggi a quei ragazzi che, molti anni fa, inventavano nomi improbabili ispirandosi anche ai Monty Python.


Dai primi pseudonimi scelti quasi per gioco fino a una carriera costruita su grandi album e tour mondiali, una cosa sembra quindi non essere cambiata: per Bono, The Edge e gli U2 l’idea di reinventarsi continua a essere una parte fondamentale della loro storia.


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