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Gli Oasis torneranno nel 2027? Cosa sappiamo sul nuovo tour (e sull’Italia)

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Pubblicato il 08/07/2026
Di Team Digital
Gli Oasis torneranno nel 2027 Cosa sappiamo sul nuovo tour e sullItalia


“Nel 2027 farete dodici date all’Etihad, lo stadio di Manchester?” “Dodici? Pensavo fossero dieci, per l’amor del cielo”. “Farete più concerti in Italia?” “Due date sono più che sufficienti”.


Lo sappiamo: le risposte ironiche di Liam Gallagher ai fan via social hanno alimentato le speculazioni su un possibile ritorno dal vivo degli Oasis nel 2027. Ma secondo i tabloid britannici la band si appresta ad annunciare una lunga serie di concerti per il prossimo anno, tra cui una residency di 12 serate nella loro città natale, Manchester, nello stadio della squadra amata dai fratelli Gallagher. In più, il gruppo tornerà anche a Knebworth, luogo dei loro due grandi concerti del 1996, per un numero record di sei spettacoli. L’agognato annuncio è atteso per il mese prossimo, anche se Noel e Liam avevano discusso della possibilità di comunicarlo durante i Mondiali, data la connessione tra Wonderwall e la nazionale inglese in questo torneo, per poi optare per agosto. Al momento, però, non esiste alcuna conferma ufficiale da parte della band e tutte le informazioni vanno considerate esclusivamente come indiscrezioni giornalistiche.




Se confermate, le sei serate a Knebworth stabilirebbero un nuovo record per numero di concerti tenuti da un artista in questa famosa location all’aperto, un luogo speciale per Noel e Liam. I concerti degli Oasis il 10 e 11 agosto 1996 rappresentano l’apice assoluto del fenomeno Britpop e della cosiddetta “Cool Britannia”, che Noel riassunse perfettamente sul palco con una frase rimasta celebre: “This is history, right here, right now” (“Questa è storia, proprio qui, proprio ora”).


Quei concerti sono considerati leggendari perché ben 250.000 persone vi assistettero (125.000 a sera), ma oltre 2,6 milioni di persone provarono ad acquistare i biglietti tramite telefono o mettendosi in coda alle biglietterie (circa il 4% della popolazione britannica di quell’epoca, senza internet). A oggi, si tratta ancora della più grande richiesta di biglietti nella storia della musica britannica.


I live arrivarono dopo che la band aveva pubblicato (What’s the Story) Morning Glory? ed era considerata la più grande del pianeta. Liam era nel suo stato di maggior grazia vocale e magnetismo da frontman, Noel era un songwriter intoccabile. Quel Knebworth viene spesso ricordato come l’ultimo grande concerto di un’era musicale ormai superata. Non c’erano smartphone, non c’erano social network e nessuno passava il tempo a registrare video. C’era solo una marea oceanica di persone focalizzate al 100% sui megafoni di Liam e sulle canzoni degli Oasis.


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