Genova scrive una pagina storica per le città italiane. Per la prima volta, un Comune inserisce ufficialmente la depavimentazione nel Piano Urbanistico Comunale (PUC), puntando a sostituire l’asfalto con superfici permeabili e aree verdi. Una scelta che non è solo estetica, ma una vera e propria strategia per affrontare il cambiamento climatico, ridurre le isole di calore e migliorare la qualità della vita dei cittadini.
Depaving: cos’è e perché Genova lo adotta per prima in Italia
Il termine “depaving” indica la rimozione di superfici impermeabili come asfalto e cemento, spesso inutilizzate o degradate, per restituire spazio alla natura. Parcheggi abbandonati, piazzali dismessi o cortili in disuso vengono trasformati in prati, giardini o aree drenanti, capaci di assorbire l’acqua piovana e mitigare gli effetti delle ondate di calore. Un approccio già diffuso in città come Portland, Vancouver e alcune capitali europee, ma che in Italia trova la sua prima applicazione ufficiale proprio a Genova.
La sindaca Silvia Salis ha spiegato che questa scelta rientra in una visione più ampia: “Il verde urbano non è più un optional, ma una infrastruttura essenziale per la salute delle città. Alberi e suoli permeabili aiutano a combattere l’inquinamento, riducono il rischio di allagamenti e migliorano il benessere dei cittadini”. Un cambio di paradigma in un Paese dove, secondo l’ISPRA, il consumo di suolo continua a crescere a ritmi preoccupanti.
Cornigliano come simbolo della trasformazione: dai gasometri al verde
Il primo grande intervento di depavimentazione riguarderà Cornigliano, l’area dove un tempo sorgevano i gasometri. Qui, l’asfalto verrà progressivamente rimosso per lasciare spazio a nuove superfici verdi e permeabili. Ma non sarà l’unico progetto: il nuovo PUC prevede incentivi anche per i privati. Chi deciderà di destinare gli oneri di urbanizzazione a interventi di depavimentazione potrà beneficiare di sgravi fiscali, a patto di garantire la manutenzione delle aree verdi per almeno dieci anni.
Perché il depaving è una soluzione contro la crisi climatica
Le città sono sempre più esposte agli effetti del cambiamento climatico: ondate di calore, piogge intense e allagamenti sono fenomeni in aumento. Le superfici impermeabili, come l’asfalto, aggravano questi problemi, creando le cosiddette “isole di calore” e impedendo all’acqua di essere assorbita dal terreno. Il depaving, invece, offre una risposta concreta:
- Riduce le temperature urbane grazie all’ombreggiatura degli alberi e all’evaporazione dell’acqua dal suolo.
- Migliora la qualità dell’aria assorbendo CO₂ e polveri sottili.
- Previene allagamenti aumentando la capacità di drenaggio del terreno.
- Aumenta il benessere psicofisico dei cittadini, come dimostrato da numerosi studi.
Genova come modello: un esempio per le altre città italiane?
Con questa scelta, Genova si posiziona come apripista in Italia, ma la strada è ancora lunga. In Europa e Nord America, il depaving è già una pratica consolidata, mentre nel nostro Paese fatica a decollare. Eppure, i benefici sono evidenti: non si tratta solo di una questione ambientale, ma anche economica e sociale. Le città più verdi sono anche più attrattive per turisti e investitori, e offrono una migliore qualità della vita ai residenti.
Resta da vedere se altre amministrazioni seguiranno l’esempio genovese. Di certo, la decisione di Silvia Salis segna un punto di svolta: non basta costruire meno, bisogna anche restituire spazio alla natura.
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