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“Depaving”: la prima città italiana che rimuove l’asfalto per combattere il cambiamento climatico

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Pubblicato il 22/05/2026
Di Team Digital
Depaving la prima citt italiana che rimuove lasfalto per combattere il cambiamento climatico


Genova scrive una pagina storica per le città italiane. Per la prima volta, un Comune inserisce ufficialmente la depavimentazione nel Piano Urbanistico Comunale (PUC), puntando a sostituire l’asfalto con superfici permeabili e aree verdi. Una scelta che non è solo estetica, ma una vera e propria strategia per affrontare il cambiamento climatico, ridurre le isole di calore e migliorare la qualità della vita dei cittadini.


Depaving: cos’è e perché Genova lo adotta per prima in Italia


Il termine “depaving” indica la rimozione di superfici impermeabili come asfalto e cemento, spesso inutilizzate o degradate, per restituire spazio alla natura. Parcheggi abbandonati, piazzali dismessi o cortili in disuso vengono trasformati in prati, giardini o aree drenanti, capaci di assorbire l’acqua piovana e mitigare gli effetti delle ondate di calore. Un approccio già diffuso in città come Portland, Vancouver e alcune capitali europee, ma che in Italia trova la sua prima applicazione ufficiale proprio a Genova.


La sindaca Silvia Salis ha spiegato che questa scelta rientra in una visione più ampia: “Il verde urbano non è più un optional, ma una infrastruttura essenziale per la salute delle città. Alberi e suoli permeabili aiutano a combattere l’inquinamento, riducono il rischio di allagamenti e migliorano il benessere dei cittadini”. Un cambio di paradigma in un Paese dove, secondo l’ISPRA, il consumo di suolo continua a crescere a ritmi preoccupanti.


Cornigliano come simbolo della trasformazione: dai gasometri al verde


Il primo grande intervento di depavimentazione riguarderà Cornigliano, l’area dove un tempo sorgevano i gasometri. Qui, l’asfalto verrà progressivamente rimosso per lasciare spazio a nuove superfici verdi e permeabili. Ma non sarà l’unico progetto: il nuovo PUC prevede incentivi anche per i privati. Chi deciderà di destinare gli oneri di urbanizzazione a interventi di depavimentazione potrà beneficiare di sgravi fiscali, a patto di garantire la manutenzione delle aree verdi per almeno dieci anni.


Perché il depaving è una soluzione contro la crisi climatica


Le città sono sempre più esposte agli effetti del cambiamento climatico: ondate di calore, piogge intense e allagamenti sono fenomeni in aumento. Le superfici impermeabili, come l’asfalto, aggravano questi problemi, creando le cosiddette “isole di calore” e impedendo all’acqua di essere assorbita dal terreno. Il depaving, invece, offre una risposta concreta:


  • Riduce le temperature urbane grazie all’ombreggiatura degli alberi e all’evaporazione dell’acqua dal suolo.
  • Migliora la qualità dell’aria assorbendo CO₂ e polveri sottili.
  • Previene allagamenti aumentando la capacità di drenaggio del terreno.
  • Aumenta il benessere psicofisico dei cittadini, come dimostrato da numerosi studi.


Genova come modello: un esempio per le altre città italiane?


Con questa scelta, Genova si posiziona come apripista in Italia, ma la strada è ancora lunga. In Europa e Nord America, il depaving è già una pratica consolidata, mentre nel nostro Paese fatica a decollare. Eppure, i benefici sono evidenti: non si tratta solo di una questione ambientale, ma anche economica e sociale. Le città più verdi sono anche più attrattive per turisti e investitori, e offrono una migliore qualità della vita ai residenti.


Resta da vedere se altre amministrazioni seguiranno l’esempio genovese. Di certo, la decisione di Silvia Salis segna un punto di svolta: non basta costruire meno, bisogna anche restituire spazio alla natura.




Foto: iStock.


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