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Michelle Comi prova a fermare il servizio: ecco cosa mostrava

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Pubblicato il 24/04/2026
Di Team Digital
Michelle Comi prova a fermare il servizio ecco cosa mostrava


Michelle Comi ha diffidato Le Iene dopo un servizio che ha scoperchiato un vaso di Pandora. La creator definita “professionista dell’indignazione” si trova al centro di una bufera mediatica. Ma quanto c’è di vero nelle sue storie? E quanto, invece, è stato costruito a tavolino per alimentare l’hype?


Michelle Comi e Le Iene: la diffida che ha scatenato il caso


La iena Gaston Zama ha rivelato in esclusiva che Michelle Comi ha cercato di bloccare la messa in onda del servizio, inviando una diffida formale al programma. Un tentativo di censura che, però, non ha fermato l’inchiesta. Durante l’intervista, Zama ha messo la 30enne davanti a prove schiaccianti: audio dello staff, testimonianze e contraddizioni che hanno smontato pezzo dopo pezzo la sua narrazione. La reazione della creator? Prima negazione, poi crollo emotivo e ammissione: “Sì, lo sapevo, non ero d’accordo, l’ho fatto comunque”.


La parmigiana sulla macchina: una messinscena per l’hype?


Uno dei momenti più clamorosi del servizio riguarda l’auto vandalizzata con scritte sessiste e parmigiana lanciata contro. Michelle Comi aveva raccontato sui social di essere stata vittima di un’aggressione a Napoli, accusando i meridionali di inciviltà. Peccato che, come dimostrato da Zama, l’intera scena fosse stata orchestrata dal suo staff. In un audio ascoltato durante l’intervista, un collaboratore ammette: “Io volevo dare fuoco all’auto, però mi hanno detto che rischiavo con la Polizia. Volevo bruciarla a Napoli. Lei doveva andare a Napoli dicendo di voler chiarire con i meridionali e poi trovare l’auto spaccata”.


Messa alle strette, la Comi ha confessato: “Non mi piace fare le cose finte. Io non mi trovo a mio agio a fare cose di questo genere. Quando hanno imbrattato la macchina, ho detto che non volevo farlo, ma l’ho fatto comunque”.


Dopo la registrazione del servizio, Michelle Comi ha inviato una mail a Le Iene in cui ringraziava per averle “aperto gli occhi”. Un messaggio in netto contrasto con la diffida inviata poco prima, in cui chiedeva di non mandare in onda il materiale. Una contraddizione che alimenta ulteriori perplessità.


Perché Michelle Comi è arrivata in tv? Il meccanismo dell’hype


Il caso Comi solleva una domanda cruciale: come è possibile che una creator nota per dichiarazioni controverse e messinscene sia diventata un volto ricorrente in tv, ospite di programmi come quelli di Piero Chiambretti? La risposta, secondo Zama, sta nell’hype. “Se questa ragazza è arrivata in tv è perché migliaia di persone hanno commentato le sue dichiarazioni. Forse, se avesse ricevuto qualche interazione in meno, non ci sarebbe nemmeno stato un ‘entourage’ a pianificare finti atti vandalici a colpi di parmigiana”.


In un’epoca in cui l’indignazione genera visibilità, Michelle Comi sembra aver sfruttato appieno questo meccanismo.


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