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Il post di Taffo fa riflettere: 'Non è terrorismo, è semplicemente la realtà'

La straziante storia è stata condivisa dall'agenzia di pompe funebri più nota sul web

Ha gettato un turbinio di emozioni negli utenti del web il post che Taffo Funeral Services ha recentemente condiviso dalla sua pagina Facebook. L'immagine mostra un cruscotto di un auto con due bigliettini scritti a mano: a didascalia del post la spiegazione di tutto. Un messaggio che mette in luce un aspetto (drammatico) causato dall'emergenza Coronavirus in corso.


L'Agenzia di Pompe Funebri e Onoranze Funebri di Roma, nota per le sue idee leggere e attuali e per il suo essere molto attiva sui social network, questa volta scende in ad un livello (emotivo) più profondo e condivide quanto accaduto. "Ci siamo fermati da un po' con la nostra solita comunicazione, ma vogliamo rompere il silenzio per raccontarvi questa storia" annuncia così l'inizio di una storia straziante che, come scrive Taffo, è stata approfondita su Corriere.it.


"NON È TERRORISMO, È SEMPLICEMENTE LA REALTÀ.
Una mano pietosa, forse quella di un operatore sanitario, ha messo sul cruscotto di una vettura due biglietti: «Il signor Mosconi Giuseppe, il proprietario della vettura, è ricoverato in medicina d’urgenza».
Nonostante questo, le multe dei vigili urbani hanno continuato a piovere sul parabrezza delle vettura parcheggiata accanto all’ospedale di Piacenza.
La stessa mano pietosa, pochi giorni dopo, ha allora posto un altro biglietto: «Il Signor Mosconi Giuseppe è deceduto», avvalorando con una foto del signore in questione l’accorata preghiera.
È una storia straziante di solitudine e di abbandono quella di un pensionato di Fombio, paesino del lodigiano decimato dal Covid quasi come Codogno, che dista soli due chilometri da questa comunità di 2.300 abitanti.
Il biglietto del parchimetro è rimasto fermo al 14 settembre del 2020. La Mercedes grigia è stata posteggiata davanti all’ospedale di Piacenza — punto di riferimento per molti lodigiani — due mesi fa dal pensionato 68enne, che visto l’aggravarsi delle proprie condizioni era uscito dalla sua casa di Fombio e si era precipitato nel polichirurgico della città.
La sua preoccupazione per il Covid era concreta.
Il fratello del signor Mosconi, Alberto, e la moglie, entrambi sui settant'anni, erano morti di Covid in primavera. Ora anche Giuseppe li ha seguiti."




Foto: Facebook

Pubblicato 16.11.2020

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