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Perché accumuliamo libri senza leggerli? La risposta è nel Giappone del 1879

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Pubblicato il 20/01/2023
Di Team Digital
Perché accumuliamo libri senza leggerli? La risposta è nel Giappone del 1879


In casa hai librerie piene di libri belli e colorati ma che non hai letto interamente? Ogni volta che vai in libreria prometti di entrare solo “per dare un’occhiata” ed esci con almeno tre nuovi libri che si mettono in fila agli altri in attesa di essere aperti? Se sì continua a leggere questo articolo, perché una spiegazione a questo comportamento c’è, ed arriva dal Giappone.


Bibliomania, bibliofilia o Tsundoku, ci sono diversi modi per definire il comportamento di coloro che continuano ad accumulare libri per casa nonostante ne abbia già a sufficienza per riempire anni e anni di lettura. Vediamo le differenze tra le tre definizioni.


Biblomania: quando comprare libri diventa un disturbo


La bibliomania è una vera e propria patologia riconosciuta clinicamente; è un disturbo di tipo ossessivo compulsivo che spinge i soggetti ad acquistare libri a prescindere dal fatto che li leggeranno oppure no. Una persona che ne soffre acquista persino uno stesso libro più volte, non conta infatti il contenuto quanto l’acquisto di per sé.


Bibliofilia: la passione per i libri


D’altro sapore è la bibliofilia, ovvero il collezionismo legato ai libri. Tendenzialmente, a differenza della situazione patologica, un bibliofilo legge i volumi che acquista e li tiene con cura in casa, come tanti piccoli cimeli. Il bibliofilo è un collezionista di libri, non è patologico.


Tsundoku: la via di mezzo


Tsundoku, come si può dedurre è una parola giapponese, che deriva dall’unione di tre differenti parole: tsunde (ammucchiare), doku (leggere) e oku (lasciare da parte per un po’). Ciò che sorprende è che questo termine è utilizzato dal 1879 per definire proprio questa situazione di accumulo di libri, non patologico.


È quella via di mezzo che in molti e molte sperimentano; l’acquisto di libri in più, che si mettono in coda ad altri, ma che prima o poi verranno letti. Si tratta a volte di nuove uscite che non si vuole perdere, oppure di acquisti durante i periodi di sconti e infine di compere ai mercatini dell’usato o alle fiere dove fare scorta di libri è naturale.


Di solito lo tsundoku è praticato, inconsapevolmente, da quei lettori e quelle lettrici che leggono all’incirca 12 volumi all’anno e sono quindi considerati lettori “forti”.


Foto: Eddie Junior Unsplash


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