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Kobe Bryant, parla Jordan: 'Amavo Kobe, era come un fratello'

Il più grande giocatore di tutti i tempi ricorda così Kobe Bryant.

Il mondo dello sport - e non soltanto quello del basket - è in lutto. In lutto per la perdita di un'icona dello sport a livello planetario. In lutto soprattutto l'Italia, oltre che l'America, perché il Belpaese era nel cuore di Kobe e Kobe era a sua volta nel cuore degli italiani.
Con lui, hanno perso la vita anche la figlia Giannia Maria, il pilota e altre sei persone: sarebbero nove in tutto, le vittime dello schianto. Tantissimi i messaggi di cordoglio giunti dal mondo dello sport, ma ad oggi, forse, il più significativo è stato quello di Michael Jordan, #MJ23. Il più significativo, perché per noi, abituati a storcere il naso di fronte ai paragoni tra sportivi, il paragone tra Michael e Kobe non ha mai indignato nessuno. Tanto meno i diretti interessati. Non a caso, questo tema fu affrontato nel libro "Eleven Rings", scritto dal coach che allenò entrambi i campioni, ovvero Phil Jackson.
Sin da quando Kobe Bryant era un rookie, la questione se potesse o no diventare “il nuovo Michael Jordan” era stata oggetto di infinite congetture. Ora che il gioco di Kobe era all’apice della maturazione, l’ipotesi non sembrava più tanto insensata: lo stesso Jordan ha dichiarato che Kobe è l’unico che può essere paragonato a lui, e mi trova d’accordo. Entrambi hanno uno spirito competitivo straordinario e sono praticamente insensibili al dolore: alcune delle loro partite migliore Michael e Kobe le hanno giocate in condizioni fisiche disperate – dall’intossicazione alimentare alle ossa rotte -, o con infortuni che avrebbero messo fuori causa per settimane qualsiasi essere umano “normale”. La loro incredibile capacità di risollevarsi aveva reso possibile l’impossibile, e permesso loro di segnare tiri decisivi pur avendo addosso orde di difensori.

Kobe Bryant, parla Jordan: "Amavo Kobe, era come un fratello"


Intanto, proprio Jordan ha commentato il decesso di Kobe avvenuto ieri, a bordo del suo elicottero, a causa - questa la tesi più accreditata - della nebbia e delle impervie condizioni atmosferiche.
Sono scioccato dalla tragica notizia della morte di Kobe e di Gianna. Le parole non possono descrivere il dolore che provo. Amavo Kobe, era come un fratello minore. Parlavamo spesso, mi mancheranno molto quelle chiacchierate. Era un atleta che amava competere al massimo, uno dei grandi dello sport e una forza creativa.


Fonte immagine, Flikr

Pubblicato 27.01.2020

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