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Divorzia dal marito perché mette like alle altre sui social: il giudice le dà ragione

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Pubblicato il 12/02/2026
Di Team Digital
Divorzia dal marito perch mette like alle altre il giudice le d ragione


Un “Mi Piace” su Instagram, un commento apparentemente innocente sotto una foto. Gesti quotidiani, quasi automatici, nell’era dei social. Ma cosa succede quando questi clic diventano una miccia per una bomba coniugale? In Turchia, la risposta è arrivata forte e chiara da un tribunale: possono costare un matrimonio e un bel risarcimento.


La vicenda, che sta facendo il giro del mondo e riaccende il dibattito sulla fedeltà nell’era digitale, arriva dalla città turca di Kayseri. Qui, una donna, identificata dai media solo con le iniziali HB, ha deciso di dire basta a un matrimonio minato non solo da umiliazioni verbali e atteggiamenti offensivi, ma soprattutto da una presenza ingombrante e “troppo amichevole” del marito sui social media.


Quando un like è un tradimento? La svolta digitale in tribunale


Al centro della controversia, e poi della sentenza, ci sono i famigerati like e i commenti, spesso allusivi, che il marito, SB, dispensava sotto le foto di altre donne. Per la moglie, non si trattava di semplici interazioni virtuali, ma di una vera e propria violazione del dovere di lealtà coniugale. Una “infedeltà digitale” che ha spinto i suoi legali a chiedere non solo lo scioglimento del vincolo, ma anche un risarcimento economico.


SB ha respinto ogni accusa, ribaltando il tavolo e chiedendo a sua volta il divorzio, sostenendo che la gelosia costante della moglie avesse danneggiato la sua reputazione e che lei avesse insultato suo padre. Ma i giudici, dopo aver analizzato testimonianze e, soprattutto, i contenuti digitali portati come prova, hanno emesso un verdetto senza appello.


Sentenza storica: il dovere di lealtà coniugale si estende al web


La corte ha ritenuto il marito il principale responsabile della rottura. Nella sentenza si legge chiaro: le interazioni online, anche se apparentemente innocue, possono alimentare insicurezza emotiva e compromettere l’equilibrio della coppia. Per questo, SB è stato condannato a versare 750 lire turche al mese di mantenimento e ben 80.000 lire di risarcimento.


Il tentativo di SB di opporsi alla decisione, definendo la somma eccessiva, è caduto nel vuoto. L’appello è stato respinto. Il giudice ha ribadito un concetto chiave: mettere like a foto “provocanti” di altre donne equivale a erodere la fiducia coniugale, pilastro fondamentale di ogni matrimonio. Una decisione che molti esperti legali definiscono “storica”, destinata a influenzare profondamente i futuri casi di divorzio.


L’era della “prova digitale”: il tuo profilo social finisce in tribunale?


Secondo diversi avvocati turchi, questo precedente cambierà le carte in tavola. Screenshot, messaggi privati e l’intera attività sui social media potrebbero diventare prove sempre più decisive nelle aule dei tribunali. Un legale intervistato dal quotidiano Haberler ha lanciato un avvertimento chiaro a tutti i cittadini: ciò che pubblichiamo o a cui mettiamo un “cuore” online non resta confinato allo schermo, ma può avere conseguenze molto concrete e legali nella vita reale.


Quindi, la prossima volta che scorri il feed, pensa bene a dove lasci il tuo “Mi Piace”. Potrebbe non essere solo un gesto innocuo, ma il primo passo verso un’aula di tribunale. La fedeltà, in fondo, non è più solo questione di sguardi o incontri, ma anche di pixel e algoritmi.


Foto: iStock.


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