Atlas, un cane di quasi sessanta chili, ha sopravvalutato le proprie energie durante un’escursione sulle montagne del New Mexico: a un certo punto le zampe hanno detto stop e per riportarlo a valle gli agenti hanno dovuto caricarselo in spalla. Chiunque abbia un amico a quattro zampe sa bene quanto amino le passeggiate nella natura, ma a volte l’entusiasmo può giocare brutti scherzi. Il salvataggio, davvero fuori dal comune, è stato raccontato originariamente dal portale kcbd.com.
Atlas si accascia in montagna e non riesce più a camminare
L’avventura all’aria aperta si è trasformata in una vera e propria missione di recupero quando il dolcissimo Atlas, meraviglioso cagnolone dal cuore grande, si è accasciato a terra, totalmente privo di forze e impossibilitato a compiere un solo passo in più. Non stiamo certo parlando di un cucciolo comodamente tascabile: Atlas è un autentico gigante buono che sfiora i sessanta chili di peso. Quando l’ufficio dello sceriffo della contea di Bernalillo ha ricevuto la singolare richiesta di aiuto, la squadra speciale si è subito mobilitata, perfettamente consapevole che non sarebbe stata una passeggiata.
Gli agenti lo portano in spalla con la presa del pompiere
La parte più spettacolare di questa vicenda emerge chiaramente dalle immagini scattate dai soccorritori sul posto. Per superare i tratti più impervi e scoscesi del percorso montano, gli agenti non hanno avuto altra scelta se non quella di caricarsi il massiccio animale letteralmente sulle spalle, utilizzando la faticosa tecnica di presa dei pompieri. Un’impresa fisica non indifferente, considerando la stazza del quattro zampe e l’impiego di attrezzature solitamente destinate ai salvataggi umani. Superati gli ostacoli più duri, il gigante stremato è stato adagiato su una barella da soccorso alpino per ultimare la discesa.
Cinque ore di lavoro di squadra per sei chilometri
Ci sono volute ben cinque ore di faticoso lavoro di squadra per coprire i sei chilometri che separavano Atlas dalla salvezza. A fine giornata, le autorità lo hanno bonariamente definito come l’escursionista peloso più adorabile mai soccorso. Per fortuna Atlas ora sta bene e potrà godersi il meritato riposo, magari preferendo il divano di casa alle impervie vette rocciose.
Il monito dello sceriffo: acqua e attenzione al ritorno
Questa storia, oltre al lieto fine, porta con sé un monito vitale per tutti gli amanti del trekking. Il dipartimento dello sceriffo ha sfruttato l’episodio per ricordare l’importanza di portare sempre abbondanti scorte d’acqua e di considerare preventivamente che il viaggio di ritorno nasconde le stesse insidie della salita.
Cane in escursione: i segnali d’allarme da non ignorare
È fondamentale saper leggere i campanelli d’allarme dei nostri pet: respiro affannoso, salivazione esagerata, cedimento, vomito, confusione o perdita di coordinazione sono sintomi da non ignorare mai, possibili segnali di un colpo di calore. In questi casi bisogna fermarsi, cercare un rifugio all’ombra e contattare un veterinario con massima urgenza.