Roma – Malattia e morte al cinema. Un tema che deve aver toccato molto da vicino Tim Roth, che si è detto a favore dell’eutanasia. L’attore britannico, alla conferenza stampa del film “Chronic” del regista Michel Franco, in concorso al Festival di Cannes, lo ha detto apertamente:
“E’ folle, è davvero folle che i governi si oppongano al suicidio assistito, io sono a favore. Ma so che è una materia complicata e su cui in tutti i paesi si discute molto”.
Nel film del regista messicano, che ha ricevuto tiepida accoglienza al Festival, è stata molto apprezzata l’interpretazione di Roth, protagonista assoluto, nei panni di un infermiere che assiste a domicilio i malati terminali da cui si lascia coinvolgere emotivamente. Lui però è irrequieto e depresso, è un uomo lacerato da un trauma interiore.
Un film che fa riflettere sul suicidio assistito e che il regista ha definito molto personale, fatto pensando a sua nonna e alle cure che ha ricevuto prima di morire. Per Roth è stato un ruolo complicato, si è preparato a lungo parlando e affiancando infermieri nel loro lavoro e ha detto di essere rimasto molto colpito dal rapporto intimo che instaurano con i pazienti, più intimo di quello che hanno con alcuni parenti.
Lo conferma Michel Franco: “Per me il punto forte è il personaggio di Tim che dà ai suoi pazienti affetto anche se sono degli sconosciuti. Entra in una stanza e inizia una relazione con loro. Li accudisce e li cura e loro si affezionano a lui”.