Rho – Il teatro come una droga, un amore che lega per la vita. Lo è per Alessandro Haber, ospite di The Waterstone, lo spazio di Intesa Sanpaolo a Expo, nell’ambito della rassegna di appuntamenti del Teatro Franco Parenti. L’attore racconta il suo rapporto con il teatro alla luce dell’esperienza, osannata dalla critica: “Una notte in Tunisia”, diretta da Andrée Ruth Shammah su testo di Vitaliano Trevisan in cui ha interpretato il leader socialista Bettino Craxi nel periodo finale della sua vita, quando era in esilio.
“Lo spettacolo ha avuto un successo incredibile, inaspettato perchè all’inizio faceva paura del testo perchè parlava dell’oggi, della politica, della mala politica, delle ruberie e degli interessi, della non credibilità di quelli che ci governano. All’inizio è stato difficile trovare le piazze, tutti avevano timore, era uno spettacolo inquietante su una figura inquietante, carismatica. Credo che nel bene e nel male non vedo personalità con quella forza, quell’intelligenza e quell’acume” ha raccontato Haber.
Lo spettacolo è lo spunto per parlare dell’Italia di oggi, in un mondo globalizzato, di un’Europa che è terra di accoglienza. “Gente che spera in un futuro, che cerca una via di scampo in questa Europa che dovrebbe accogliere, facendo delle suddivisioni giustamente. È giusto che l’Europa, questa grande Europa si responsabilizzi e trovi un modo”.
Quello con Alessandro Haber è il terzo dei 5 incontri che il Franco Parenti organizza a The Waterstone: prossimi appuntamenti l’11 settembre con Filippo Timi e il 20 ottobre con Gioele Dix.