Roma – “Noi abbiamo trovato Roma nelle stesse condizioni in cui Monti ha trovato il Paese prendendolo dalle mani di Silvio Berlusconi”.
Ci va giù pesante il sindaco di Roma Ignazio Marino, alla conferenza stampa in Campidoglio sul risanamento di Ama. Il sindaco di Roma torna sullo scandalo di Mafia Capitale, sui debiti ereditati dalle amministrazioni precedenti e sulla gestione dell’azienda che si occupa dei rifiuti, definisce tutto una “melma” da cui promette di ripulire la città.
“Qui c’erano i ladri e noi dovevamo prendere delle decisioni: fare un nuovo debito oppure fare un reset e mettere le cose a posto”.
E in questo quadro di pulizia generale rientra anche il piano di riorganizzazione di Ama, che prevede tra le altre cose nuova gestione del personale, ricambio del management, controllo sui dipendenti, trasparenza e ottimizzazione delle risorse su appalti e forniture, risanamento economico e finanizario, più regole ed efficienza per i cittadini.
Perché, insiste Marino, “Roma è una città di persone perbene che merita un’amministrazione perbene e serve uno sforzo di tutti per far sì che torni a essere una grande capitale europea e capitale di un Paese del G7”.
E sulle sue possibili dimissioni o la sua eventuale ricandidatura alla luce delle parole di Matteo Renzi nei suoi confronti Marino è netto:
“Io non ho mai cambiato idea: sono qui per restare fino al 2023”.