Milano – “Io credo che la madre rappresenti così tanto il Tutto… E’ lei che ti salva, ti opprime, ti dà così tanto di tutto: dolore, bellezza… e la mostra è così importante proprio perché la madre rappresenta tutto”.
Nathalie Djurberg è una delle artiste più interessanti della scena internazionale ed è anche una delle protagoniste de ‘La Grande Madre’, l’esposizione curata da Massimiliano Gioni per la Fondazione Trussardi a Palazzo Reale a Milano, dove ha presentato, insieme al compagno Hans Berg, il suo celebre video di animazione ‘It’s The Mother’. Come molti dei lavori della coppia di artisti svedesi trapiantati a Berlino, anche questo unisce l’aspetto drammatico a quello familiare, la violenza e l’amore. Come nel caso dei figli che vogliono rientrare fisicamente dentro la genitrice.
“Io credo – ci ha detto Berg – che, in qualche modo, sia quello che tentiamo sempre di fare. Nasciamo e poi cerchiamo un posto dove essere al sicuro, come lo eravamo prima di nascere… E’ una grossa fetta della nostra vita”.
“Tu cresci attraverso il dolore – ha aggiunto Nathalie – e può essere difficile crescere senza il dolore o rifiutandolo… ma si può sempre imparare”.
La Grande Madre non è solo una mostra di artiste donne, basti pensare alla forza dei lavori proposti da Jeff Koons o Nari Ward, ma le donne, come nel caso dell’italo-brasiliana Anna Maria Maiolino, che espone la sua fotografia ‘Per un filo’, che significativamente unisce le generazioni femminili della sua famiglia, giocano una parte molto importante. “I lavori – ci ha spiegato – sono uno specchio della tua esperienza di vita, non è solo una questione intellettuale anche se il lavoro ha sempre un approccio mentale. C’è sempre una parte emozionale molto forte, e un bagaglio dell’inconscio che si manifesta”.
Un’emozionalità che pervade tutta la mostra, e che, oltre a suscitare molte domande sul senso dell’arte e della nostra vita, regala anche una possibile traccia di felicità. “A essere qui in questa mostra io mi sento privilegiata – ha concluso Maiolino – è una grande allegria essere qui”.