Mantova – Alla ricerca di quello che Roland Barthes ha chiamato il “grado zero della scrittura”, ma attraverso un’indagine che è artistica, grafica e, perché no, pure parecchio giocosa. Potremmo partire da qui per raccontare la mostra “Che carattere!”, dedicata a un ragionamento quasi tipografico sull’alfabeto, che va in scena nella Galleria Corraini di Mantova in concomitanza, per alcuni giorni, con Festivaletteratura. A concepirla il brillante grafico Pietro Corraini.
“L’idea che il carattere – ci ha detto – che è il carattere di una persona, più simpatico, più scontroso, più aggressivo, più accondiscendente, è anche la forma delle lettere… E’ molto bello che un testo possa avere un carattere, esattamente come una persona”.
Nelle stanze della galleria mantovana si rincorrono suggestioni estetiche e semiologiche, in un caos intellettuale che è esso stesso una delle tante, magari non conclamate, manifestazioni dell’arte. “Quindi il gioco è proprio quello – ha aggiunto Corraini – andare a prendere l’elemento minimo e fondamentale della scrittura, e farlo diventare, lui stesso, qualcosa che porta del contenuto e che riesce a raccontare qualcosa”.
E nel progetto anche tanto spazio ai bambini e alla dimensione del gioco. “Queste che vedete dietro di me – ha concluso Pietro Corraini – sono le pagine del libro per colorare, abbiamo creato una parete per colorare, i bambini possono venire, disegnare, fare, brigare… Abbiamo un gioco che abbiamo rimesso in produzione qualche anno fa di Bruno Munari che si chiama Abc con fantasia che addirittura, oltre a essere delle lettere singole scomposte, scompone le forme geometriche che servono per comporre le lettere… Quindi siamo proprio all’elemento minimo, e abbiamo preso questo gioco e abbiamo creato una parete magnetica dove si possono montare le lettere come si vuole”.
Tra grandi artisti, come Munari o Boetti, la Fioroni o Marinetti, la mostra “Che carattere!” resterà aperta al pubblico fino al 21 novembre.