Torino – A 70 anni dall’uscita di “Roma città aperta” di Rossellini, il Museo Nazionale del Cinema di Torino dedica una mostra al neorealismo, nato nel dopoguerra e diventato uno dei momenti più alti e amati del cinema italiano. “Dopo 20 anni di fascismo e di censura, caduto il fascismo c’è stato un urlo di libertà”.
La definizione è di Renzo Rossellini, figlio di uno dei maestri celebrati dalla mostra “Cinema Neorealista – Lo splendore del vero nell’Italia del Dopoguerra”, insieme a De Sica, Visconti, Lattuada, De Santis, Lizzani e gli sceneggiatori Suso Cecchi D’Amico e Cesare Zavattini.
In mostra foto e documenti, manifesti, monitor con sequenze dei film, interviste esclusive e qualche chicca spiega il direttore del Museo Alberto Barbera: “Un bozzetto conservato alla Cinematheque Francaise di Parigi degli interni del film ‘Germania anno Zero’ di Rossellini, mai mostrato in pubblico finora”.
La mostra sarà aperta al pubblico fino al 29 novembre.