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Video News 03/02/2016

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Pubblicato il 03/02/2016
Di Team Digital
Video News 03022016

Il Simbolismo a Milano, pittura oltre la modernità positivista

Milano – Il mondo a cavallo tra il XIX e il XX secolo visto attraverso gli occhi dei simbolisti. Dopo l’art nouveau e Alfons Mucha, a Palazzo Reale a Milano arriva un’altra importante mostra su quel periodo storico decisivo per le sorti del nostro continente. “Il Simbolismo – Arte in Europa dalla Belle époque alla Grande Guerra” è una mostra molto vasta e suggestiva, che guarda a diverse correnti e a diverse sensibilità, per ricostruire il ritratto collettivo di artisti che, come spiega il curatore Fernando Mazzocca, hanno rifiutato un’idea di modernità legata al positivismo, rivelandosi però comunque profondamente moderni.


“Il Simbolismo – ci ha spiegato il professore – ha il coraggio di andare oltre la realtà banale, la realtà dei sensi, per esplorare quella realtà che sta dietro le apparenze e indagare e rappresentare l’inconscio, i lati inconfessabili della natura umana e soprattutto esplorare quel subconscio che era stato messo in luce proprio da Freud”.


Nelle sale di Palazzo Reale si incontrano i lavori maestosi di Giulio Aristide Sartorio, con il grande ciclo “Il poema della vita umana”, e lo sguardo visionario e spaventoso del “Lucifero” di Franz von Stuck, ma anche la sensibilità eterna di Ferdinand Hodler o le celebri icone pre surrealiste di Odilon Redon. Fino all’inconfondibile presenza di Gustave Moreau e al fantasma de “L’Isola dei morti” di Arnold Boecklin, qui presente sotto forma di una copia eseguita da un altro pittore. E a guidare il visitatore nelle stanze giustamente labirintiche della mostra, i versi de “I Fiori del male” di Charles Baudelaire.


“E’ stato un po’ l’ispiratore di quegli artisti, soprattutto i belgi e i francesi – ha aggiunto Mazzocca a proposito del poeta francese – che poi sono partiti all’esplorazione del mistero e dell’inconscio, tutto attraverso anche un linguaggio provocatorio e anticonvenzionale come era stato quello della poesia di Baudelaire”.


Un linguaggio e una storia, quelli del Simbolismo, che il pubblico milanese potrà provare a decifrare fino al 5 giugno.


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