Rio de Janeiro – “Chi sbaglia, paga”. Commenta così Clemente Russo gli otto anni di squalifica inflitti ad Alex Schwazer dal Tas, il Tribunale Arbitrale dello sport, che ha recepito la richiesta della Iaaf (Federazione internazionale di atletica leggera) dopo la la positività al testosterone del marciatore altoatesino nel controllo antidoping del primo gennaio scorso.
“Il mio pensiero è che chi sbaglia, paga”, le parole del pugile a Casa Italia. “Se lui aveva già pagato ed era pulito, era giusto che venisse all’Olimpiade. Se invece è ancora sporco, allora la pena si deve pagare”.
Ai Giochi di Rio de Janeiro, Russo è stato sconfitto nei quarti dei pesi massimi dal russo Evgenij Tiscenko, con un verdetto dei giudici a dir poco controverso. Russi che secondo molti non avrebbero dovuto essere in Brasile per lo scandalo del doping di Stato. “Io credo che qui debba esserci tutto il mondo, purché sia pulito”, conclude il pugile di Caserta. “Io ho avuto 7 controlli antidoping a sorpresa in 2 settimane, spero che anche in Russia glieli facciano”.