Roma – Una via crucis vivente per tutte le “donne crocifisse” di ogni giorno, vittime della tratta sessuale. Si tiene il 26 febbraio, a Roma, per le vie del centro di Roma per dire NO alla tratta delle donne. Come spiega don Aldo Buonaiuto, coordinatore dell’iniziativa e membro dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII.
“Sarà una rievocazione storica di quello che è accaduto a Cristo, per sottolineare un dramma, quello delle tantissime donne che stanno ripetendo oggi sulle strade d’Italia e del mondo, quello stesso calvario, il tradimento, il rinnegamento, le torture e le violenze che donne schiavizzate a causa della prostituzione si ritrovano ogni giorno a subire”.
Una iniziativa per cercare di rompere il velo dell’indifferenza sul fenomeno: “L’uomo, e in questo caso la donna, non sono un oggetto da mercificare per soddisfare i bisogni perversi di tanti maschi italiani chiamati clienti. Questa non è prostituzione delle escort, qui parliamo di donne adescate, portate con l’inganno e costrette e le loro catene sono le ritorsioni che si trovano a subire nei confronti dei propri familiari”.
Una piaga terribile, evocata anche da Papa Francesco: “Soltanto in Italia abbiamo oltre 120mila donne sulle strade, in gran parte provenienti da Nigeria e poi dalla Romania, Albania, Moldavia, Ucraina e dai Paesi dell’Est. Queste ragazze arrivano nelle nostre case distrutte, con orecchie tagliate, con costole rotte e molte con problemi psichiatrici, ragazze giovanissime che non avranno più futuro. Chi chiederà perdono per il male subito?”.
La Comunità Papa Giovanni XXIII è impegnata a fianco delle vittime della prostituzione da 25 anni, e ha liberato più di 7mila donne da questa moderna forma di schiavitù: “Bisogna abbattere l’indifferenza e anche l’ignoranza per capire che ci troviamo davanti a persone che non sono nate prostitute. Seguiamo il modello europeo, non aprire le case chiuse ma colpire la domanda. Punire il cliente come fanno in Svezia: è l’unico modo, anche sul piano culturale”.