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Mattarella e la frase sui “confini”. Ma Salvini non si scusa

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Pubblicato il 11/04/2016
Di Team Digital
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Roma – “Il risultato è stato un successo parimenti dell’export. I numeri che in questa giornata sono già stati ricordati ne sono testimonianza; conferma di come il destino dell’Italia sia legato al superamento delle frontiere e non al loro ripristino”.


E’ questa la frase dell'”equivoco leghista”, pronunciata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante l’inaugurazione della 50esima edizione di Vinitaly a Verona.


Le “frontiere” da superare in questo contesto riguardava il comparto vinicolo e i rapporti commerciali dell’Italia, più in generale la nostra economia insomma e la necessità che questa guardi a politiche di export più incisive.


Matteo Salvini invece interpreta, o vuole interpretare, la parola “confini” come riferimento alla crisi dei migranti e verga un tweet al veleno, che poi scatenerà la polemica politica del giorno:



Per Mattarella il “‘Destino Italia legato al superamento delle frontiere’. Avanti tutti. Se lo ha detto da sobrio: complice e venduto”.


Seguono le espressioni di sconcerto, condanna e solidarietà a Mattarella di politici e parlamentari, prevalentemente della maggioranza.


In serata da Facebook, il leader della Lega Nord posterà un video, nel quale non fa retromarcia, anzi:



“Ho letto che le mie dichiarazioni vengono attaccate perché sono un eversore addirittura – dice, attaccando nuovamente – Mattarella al Vinitaly ha fatto l’esempio delle esportazioni di vini e di merci per dire che le frontiere non servono. No! Caro presidente, non solo per l’ingresso di uomini, quindi confini e frontiere vanno presidiati per evitare l’arrivo di migliaia e migliaia di clandestini, ma anche per l’ingresso delle merci”.


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