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Lluis Llach: il premio Tenco per me è qualcosa di indimenticabile

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Pubblicato il 17/06/2016
Di Team Digital
Lluis Llach il premio Tenco per me  qualcosa di indimenticabile

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Roma – Negli anni ’70 fu uno dei principali esponenti della Nova Cançò, il movimento che lentamente fece uscire la lingua catalana dall’illegalità nella musica e nello spettacolo a cui l’aveva relegata la dittatura di Franco. Oggi Lluis Llach, autore di canzoni simbolo della lotta contro il franchismo come L’Estaca e Viatge a Itaca, ha smesso di cantare e ha creato una fondazione in Senegal per la difesa delle minoranze culturali e sociali, ma allo stesso tempo ha cominciato a scrivere. In Italia, presso la libreria Feltrinelli, Llach ha presentato il suo secondo romanzo, “Le donne della Principal”, edito in italiano da Marsilio. Durante un’intervista con Askanews, ha raccontato del suo rapporto speciale con l’Italia:


“La storia dell’Italia è troppo importante perché qualcuno di origine latina non ne sia in qualche misura imbevuto


Be’, in termini musicali io ho sempre amato l’opera, ma in più, nel 1979 ebbi l’onore come cantautore di ricevere un premio molto prestigioso, il premio Tenco. Ormai, insomma, io e Leonard Cohen siamo fra i pochi superstiti dei primi 10 premi Tenco… Questo mi dette l’opportunità di conoscere Guccini, De Gregori e tanti altri, e per 8 anni ogni estate venivo per i premi Tenco, con questa banda di matti, Paolo Conte e tutti gli altri, e passavamo giornate meravigliose. E quindi diciamo che prima ancora di tutti i legami culturali che per forza di cose qualcuno di cultura latina deve avere con l’Italia, ho quest’esperienza. C’era anche il presidente Pertini, tutti, è un ricordo per me davvero indelebile. Indelebile”.


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