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Biennale di Architettura 2016: riconciliazione con la società

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Pubblicato il 22/02/2016
Di Team Digital
Biennale di Architettura 2016 riconciliazione con la societ

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Venezia – Offrire un nuovo punto di vista, o quantomeno di osservazione: è questo l’obiettivo che si pone la 15esima edizione della Biennale di architettura, presentata a Venezia dal presidente Paolo Baratta, che, nel suo discorso ha ricordato come in passato spesso si sia sottolineato lo scollamento tra architettura e società. “Questa Biennale – ha detto dal palco – vuole invece evidenziare i fenomeni che in qualche misura dimostrano che può accadere il contrario, può accadere cioè una riconciliazione tra architettura e società civile”.


La Biennale 2016 vede 62 partecipazioni nazionali, che affiancheranno la Mostra internazionale intitolata “Reporting from the front”, che è curata da Alejandro Aravena, architetto cileno classe 1967, fresco vincitore del premio Pritzker. Che ha scelto, per raccontare visivamente il proprio approccio, una fotografia di Bruce Chatwin che ritrae una anziana archeologa tedesca che attraversava i deserti del Sudamerica portando in spalla una scala di alluminio, utile per cambiare prospettiva sulle linee Nazca che era andata a studiare. “Invitare e ascoltare – ha detto Aravena – quelli che salendo a una prospettiva diversa da quella che abbiamo tutti noi per terra, riescono a incontrare un senso in ciò che per noi possono apparire solo informazioni senza senso”.


“Noi non vogliamo essere il doppione di una rivista – ha aggiunto Baratta – non vogliamo essere il doppione di un congresso, non siamo un saggio critico, non vogliamo creare un luogo per soli addetti e quindi una mostra per soli architetti e dobbiamo anche evitare di essere, come siamo stati forse qualche volta nel passato, condiscendenti con la possibile tentazione degli architetti di rappresentarsi come artisti”.


L’obiettivo del curatore e della sua Biennale è dunque quello di mostrare che l’avanzamento dell’architettura non è un obiettivo in sé se non si traduce in un miglioramento della vita delle persone. Per questo Baratta può parlare anche di politica. “Se è evidente che l’architettura è la più politica delle arti – ha chiosato il presidente – la Biennale di Architettura deve riconoscerlo e prenderne atto”.


L’apertura al pubblico è fissata per il 28 maggio, e Giardini e Arsenale resteranno aperti fino al 27 novembre.


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