Immaginate una rockstar che, dopo decenni di palchi e assoli, scambia lo stadio con un bosco. Non è la trama di un film: è la storia vera di Brian May. Il chitarrista dei Queen ha preso 157 acri di terreni agricoli abbandonati nel Surrey e ne ha fatto un angolo di natura rigogliosa, la Save Me Trust Reserve.
Brian May e la Save Me Trust Reserve: dai campi abbandonati a un bosco da 100.000 alberi
Dove c’erano solo campi lasciati a se stessi, oggi crescono oltre 100.000 alberi. Una trasformazione enorme, nata con un obiettivo preciso: favorire la biodiversità e ridare vita a un territorio ormai dimenticato.
Non siamo lontani dal Bosco dei Cento Acri di Winnie the Pooh, solo che qui tutto è reale. Un’impresa che dimostra quanto possa fare una sola persona quando decide di passare dalle parole ai fatti.
Tassi, ricci e impollinatori: la fauna selvatica ha ritrovato casa
La riserva è diventata un rifugio per tante specie. Tra gli alberi si muovono tassi e ricci, mentre uccelli e insetti impollinatori hanno trovato spazio, cibo e tranquillità.
Gli impollinatori sono piccoli ma decisivi: senza di loro fiori, frutti e interi habitat faticano a rigenerarsi. Vederli tornare è il segnale più bello che il progetto funziona.
Il progetto di cui Brian May va più fiero: restituire spazio alla natura
Tra tutto ciò che ha realizzato, per il chitarrista dei Queen questo è uno dei traguardi di cui va più orgoglioso. Dietro c’è un desiderio semplice e potente: restituire spazio alla natura e contrastare il declino della fauna selvatica, un problema sempre più urgente.
Brian May è entrato nella storia con la sua chitarra, ma il suo lascito più bello potrebbe essere un bosco: un luogo dove, questa volta, la musica la fanno gli uccelli.