Ci sono legami che cambiano forma quando la vita mette davanti alle prove più difficili. Per Laura Valente e Angelina Mango, la scomparsa di Pino Mango nel 2014 ha segnato inevitabilmente un prima e un dopo, lasciando una famiglia chiamata a ritrovare nuovi equilibri.
Laura si ritrovò a 51 anni con due figli ancora adolescenti, Angelina e Filippo, e oggi racconta senza nascondere quanto siano stati proprio loro a darle la forza per andare avanti: “La forza l’ho trovata nei miei figli”.
Un rapporto costruito sulla presenza e sulla protezione, ma anche sulla capacità, con il passare degli anni, di lasciare ai figli lo spazio necessario per crescere e trovare la propria strada.
Laura Valente e Angelina Mango: “I figli bisogna lasciarli anche sbagliare”
Parlando in particolare di Angelina, oggi una delle cantautrici più amate della sua generazione, Laura ammette di essere stata talvolta una madre molto protettiva. Ma su un punto non ha dubbi: “I figli bisogna lasciarli anche sbagliare”.
Essere madre di una ragazza esposta ai riflettori non cambia questa convinzione. Laura può esserci, ascoltare e dare un consiglio quando serve, ma senza provare a proteggerla da ogni scelta o difficoltà.
È forse proprio qui che emerge con più forza il loro rapporto: esserci sempre, senza impedire all’altra di crescere. Un equilibrio diventato ancora più importante dopo la scomparsa di Mango e che negli anni ha tenuto unita la famiglia.
Angelina Mango riparte dalla musica insieme ad Ariete
Intanto Angelina continua a scrivere nuove pagine della sua carriera. Il suo percorso musicale prosegue anche con “Che Bella Vita”, il singolo realizzato insieme ad Ariete.
Il brano racconta gli incontri capaci di cambiare il nostro percorso e quelle persone che, crescendo, impariamo a riconoscere come una vera casa.
Un tema che, ascoltato alla luce delle parole di Laura Valente, acquista quasi un significato ulteriore. Perché nella vita di Angelina la musica continua a cambiare, ma dietro resta quel legame familiare che nei momenti più difficili ha rappresentato un punto fermo.
E oggi mamma Laura sembra aver scelto il modo forse più difficile di esserci: restare accanto a sua figlia, lasciandole però la libertà di trovare da sola la propria strada.
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