“Quando vi sentite deboli, sedetevi”, ha detto Lionel Richie al pubblico di St. Paul, Minnesota, prima di interrompere il suo concerto. Quella che doveva essere la serata inaugurale di un tour da 26 città si è trasformata in un incubo per i fan e in un enigma per la produzione. Cosa è successo davvero al leggendario interprete di All Night Long?
Lionel Richie malore sul palco: i dettagli del crollo a St. Paul
La serata era iniziata sotto i migliori auspici. Richie aveva pubblicato sui social un post carico di entusiasmo: “Prima serata. Prove. Sound check. Spettacolo stasera. Saint Paul, tocca a te!”. Ma durante l’esecuzione di Dancing on the Ceiling, il primo brano del setlist, qualcosa è andato storto. Il cantante si è seduto più volte sul palco, un gesto insolito per chi è abituato a dominare la scena con energia. Dopo aver tentato di proseguire al pianoforte con Three Times a Lady, ha interrotto lo show annunciando una pausa.
Quaranta minuti di attesa hanno preceduto l’annuncio ufficiale del sassofonista Dino Soldo: “Purtroppo Lionel non si sente bene. Non potrà continuare”. I video girati dal pubblico e condivisi su X mostrano un Richie visibilmente provato, lontano anni luce dall’icona scatenata che i fan conoscono. Le condizioni di salute del cantante, al momento, restano un mistero. Nessun comunicato ufficiale è stato rilasciato né dalla produzione né dal suo team.
La seconda tappa del tour è prevista per venerdì all’United Center di Chicago. Ma la domanda che tutti si pongono è: Lionel Richie sarà in grado di esibirsi? Al momento, non ci sono conferme né smentite. La produzione potrebbe optare per un rinvio precauzionale, come spesso accade in casi simili. I fan, intanto, si dividono tra preoccupazione e speranza. Sul web, l’hashtag #GetWellLionel ha iniziato a circolare.
Lionel Richie e il palcoscenico: “Dovranno portarmi via di peso”
A 77 anni, Lionel Richie non ha mai nascosto il suo amore per il palco. Nei giorni scorsi, aveva dedicato un messaggio commovente alla sua band e alla crew, ringraziandoli per il lavoro dietro le quinte. “Senza di voi, questo tour non esisterebbe”, aveva scritto. In un’intervista del 2020, l’artista aveva dichiarato senza mezzi termini: “Dovranno portarmi via di peso, tesoro. Qualcuno mi ha chiesto anni fa: ‘Quando pensi di andare in pensione?’ E io ho risposto: ‘Da cosa?’ Non ho mai avuto un lavoro. Chi lavora, prima o poi, vuole andare in pensione”.
Parole che oggi suonano ancora più significative. Per Richie, la musica non è mai stata un lavoro, ma una vocazione. “Mi sento ancora come un ragazzo di diciannove anni”, aveva aggiunto. Eppure, il corpo a volte tradisce anche i sogni più resistenti. Ma per i fan, l’unica cosa che conta ora è sapere che il loro idolo stia bene.