Da quando ha iniziato la sua carriera, Annalisa ha dovuto sempre avere a che fare con le critiche.
In queste ultime ore stanno sicuramente facendo discutere quelle riportate da Selvaggia Lucarelli, che l’ha sostanzialmente accusata di aver scelto il cliché della donna sexy e provocatoria, ma che non è mai stata una parte che le si addice davvero. Altri invece si sono concentrati sul testo dell’ultimo singolo “Canzone estiva”, definendolo una canzone blasfema che vuole prendere in giro le religioni.
Lei, con una lunga intervista al Corriere, ha già dato la sua risposta. Certo, queste critiche non l’hanno presa alla sprovvista. Solo pochi anni fa, quando aveva iniziato ad avere successo con singoli come Bellissima (2022) e Mon Amour (2023), puntando su un immaginario più sensuale, era subito stata attaccata per i suoi look e per il fatto che, se senza i vestiti succinti e le provocazioni, non avrebbe avuto presa sul pubblico.
Se poi torniamo ancora più indietro nel tempo, arrivando ai suoi primi album dopo l’esperienza di Amici, fa sorridere constatare come Annalisa venisse criticata per la ragione opposta. Per i critici era fin troppo “mainstream”, senza una personalità precisa. Era elegante ma un po’ “castigata”, troppo “trattenuta” e non riusciva a lasciare il segno colpendo davvero l’ascoltatore.
La maglietta di Annalisa risponde in modo geniale a tutte le critiche
Per questo la maglietta che ha mostrato nelle sue ultime storie sembra la risposta perfetta a tutti i suoi detrattori. “I primi album erano meno commerciali”, recita la t-shirt. Un commento molto divertente che, da solo, è più che sufficiente per chi, in oltre quindici anni di carriera, ha sempre trovato qualcosa che non andava in lei. In questi casi, l’ironia è sempre l’arma migliore.
