Quarantacinque brani inediti finiti in rete in un solo anno e un attacco sistematico al cuore del suo team creativo: Ariana Grande ha deciso di passare al contrattacco legale. La popstar ha depositato una denuncia presso un tribunale della California contro un gruppo di hacker, al momento anonimi, accusati di aver sottratto e messo in vendita materiale riservato prelevato dai dispositivi delle persone a lei più vicine.
Ariana Grande contro gli hacker: la battaglia legale per i file riservati
L’azione legale intrapresa dalla cantante mira a scardinare un sistema di cybercriminalità che per anni avrebbe preso di mira il suo entourage. Secondo quanto esposto nei documenti presentati lunedì scorso, l’obiettivo principale della popstar è ottenere l’autorizzazione del giudice per richiedere informazioni sensibili a provider Internet e piattaforme online. Questa mossa servirebbe a rintracciare le impronte digitali dei responsabili e dare finalmente un volto e un nome a chi ha violato la privacy della sua cerchia ristretta, trasformando contenuti privati in merce di scambio sul web.
Account violati e phishing: come è stato colpito l’entourage della popstar
Le indagini interne hanno rivelato che gli attacchi non sono stati isolati, ma farebbero parte di una strategia collaudata nel tempo. Gli hacker non avrebbero colpito direttamente Ariana Grande, bensì i suoi collaboratori più stretti, tra cui fotografi, produttori e tecnici digitali. La ricostruzione degli episodi parte dal 2019, quando fu violato l’account Dropbox di un fotografo. Nel 2020 è stato il turno dello smartphone di un produttore, con la conseguente diffusione di demo e master. L’episodio più sofisticato risalirebbe però al 2024, quando un tecnico è stato vittima di un attacco di phishing tramite un dominio Internet e un account Gmail creati ad arte per imitare quelli di un professionista stimato del settore.
Dai master inediti ai video del backstage: il tesoro digitale rubato
Il materiale sottratto rappresenta un vero e proprio archivio segreto della carriera della popstar. Oltre a fotografie private e filmati del dietro le quinte destinati ai videoclip, i pirati informatici sono riusciti a impossessarsi di registrazioni delle sessioni in studio e master non ancora rifiniti. Solo nel corso del 2023, ben 45 tracce inedite sono comparse online prima del rilascio ufficiale, alimentando un mercato nero digitale che danneggia l’artista e la sua etichetta. Tra i brani finiti prematuramente sulle piattaforme di file sharing figurano titoli come Fantasize, That Bitch Is Mine e White Tee, diventati virali tra i fan ben prima di qualsiasi annuncio promozionale.
foto: LaPresse.